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Indymedia.org: la rete ''intelligente'' del mediattivismo globale?

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13 L’iper-testo 7 , in seguito, è stato oggetto di molte analisi e numerosi autori importanti hanno elaborato le loro definizioni. Ad esempio George Landow, uno dei maggiori esperti dell’argomento, afferma che si può “definire l’ipertesto come l’uso del computer per superare le caratteristiche di linearità, limitatezza e fissità del testo scritto tradizionale. A differenza della forma statica del libro, un ipertesto può essere composto e letto in modo non sequenziale; si tratta di una struttura variabile, composta di blocchi di testo […] e da legami elettronici che li congiungono” 8 . Infine un autore come Pierre Lévy, verso il quale le riflessioni presenti in questa ricerca devono essere debitrici, indica: “tecnicamente un ipertesto è un insieme di nodi connessi da legami. I nodi possono essere delle parole, delle pagine, dei grafici o parti di grafici, delle sequenze sonore, dei documenti completi che possono essere degli ipertesti a loro volta. Gli items di informazione non sono collegati linearmente, come su una corda a nodi, ma ciascuno di essi, o la maggior parte, estendono i loro legami a stella, secondo un modello reticolare. Navigare in un ipertesto, dunque, è disegnare un percorso in una rete che può essere complessa quanto si vuole. Perché ogni nodo può contenere, a sua volta, tutta la rete” 9 . Quest’ultima affermazione, che si basa su un principio di relazione geometrica frattale 10 , può essere chiarita da quest’altra: “qualsiasi nodo o qualsiasi legame all’analisi può rivelarsi composto di una rete, e così di seguito, indefinitamente, lungo la scala dei gradi di precisione” 11 . In realtà tutto ciò vale solamente, oltre che da un punto teorico, per gli ipertesti considerati nel cyberspazio, ovvero in un ambiente on line, poiché gli ipertesti di tipo off line, cioè quelli chiusi (su cui è impossibile intervenire costruendo nuovi legami o inserendo nuovi blocchi di testo) e consultabili su supporto fisico (Cd- 7 È da notare come Berger attribuisca al prefisso “iper” la funzione di “aprire tutte le grandi dimensioni di uno spazio nuovo”, in R. Berger, Il nuovo Golem. Televisione e media tra simulacri e simulazione, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1992, pag. 114. 8 Delany e Landow, “The Rhetoric of Hypermedia: Some Rules for Authors” in Hypermedia and Literary Studies, Cambridge, MIT Press, 1991. Citato in Bettetini G., Gasparini B., Vittadini N., Gli spazi dell’ipertesto, Strumenti Bompiani, Milano, 1999, pagg. 2-3. 9 P. Lévy, (1990), Le tecnologie dell’intelligenza, Synergon, Bologna, 1992. Citato in L. Carrada, Scrivere per Internet, Lupetti, 2000, pag. 15. 10 Il frattale è un particolare ente geometrico caratterizzato dal fatto di avere un numero non intero di dimensioni (risultando quindi intermedio tra la linea e la superficie) e dalla proprietà di poter essere decomposto in parti sempre più piccole, ciascuna delle quali è la riproduzione miniaturizzata dell’ente di partenza. Per un’analisi approfondita vedi H. Mandelbrot: 1975. 11 Lévy, (1990), Le tecnologie dell’intelligenza, op. cit., pag. 32.

Anteprima della Tesi di Alessandro Scotti

Anteprima della tesi: Indymedia.org: la rete ''intelligente'' del mediattivismo globale?, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Alessandro Scotti Contatta »

Composta da 315 pagine.

 

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