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Crisi e ristrutturazione d'impresa: il caso Gandalf Airlines

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12 gestione della crisi”, cioè di meccanismi istituzionali volti alla gestione della crisi stessa. L’accrescimento del valore è il fondamentale obiettivo economico che tutte le imprese si prefiggono. Quando la continua creazione di valore economico viene interrotta, appare necessaria l’esigenza di effettuare un’analisi che mostri il più chiaramente possibile qual’è la reale situazione dell’azienda, al fine di distinguere momenti di diversa gravità: il declino e la crisi appunto. Il concetto di declino è affiancato al concetto di perdita di valore nel tempo. Il declino è identificabile con una sensibile flessione, sistematica e irreversibile, dei flussi economici non solo passati ma anche, e soprattutto, legati alle attese. Insieme ai flussi, anche la presenza di elementi di rischio può causare perdite di valore nel tempo e, quindi, il declino dell’impresa. La crisi rappresenta un’ulteriore degenerazione rispetto al declino: è uno stato di grave instabilità originato dalla caduta di capacità di reddito (dovuta anche ad una perdita di fiducia da parte di clienti, fornitori, personale e della comunità finanziaria), da forti squilibri finanziari conseguenti a rilevanti perdite economiche, dall’insolvenza (termine che indica una tensione finanziaria dovuta all’incapacità dei flussi di cassa di far fronte alle obbligazioni derivanti dai contratti in essere) e, di conseguenza, dal dissesto che testimonia una situazione di patologia aziendale per cui il valore delle attività è insufficiente a garantire il rimborso dei debiti. La manifestazione di uno stato di tensione finanziaria, è spesso interpretato dai finanziatori esterni all’azienda come un segnale di possibile dissesto. Il segnale, però, è imperfetto in quanto, da un lato l’insufficienza dei flussi di gestione corrente può essere solo momentanea e, quindi non perdurare nel tempo e, dall’altro, non è detto che l’impresa non possa far fronte alle scadenze di breve termine attingendo a riserve di liquidità o “facendo cassa” con la dismissione di alcuni cespiti. La crisi è, secondo quella che è un’accezione adottata dalla dottrina, “la fase conclamata, ed esteriormente apparente, del declino, cioè la continuazione di una traiettoria negativa delle vicende dell’impresa in cui l’aggravamento degli squilibri economici e finanziari è pienamente percepito all’esterno” (Gopinath). Il declino può rappresentare solo un passaggio relativamente fisiologico dell’impresa, una fase da cui

Anteprima della Tesi di Antonio Campanella

Anteprima della tesi: Crisi e ristrutturazione d'impresa: il caso Gandalf Airlines, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Antonio Campanella Contatta »

Composta da 210 pagine.

 

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