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La bancarotta fraudolenta impropria

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6 curator bonorum che gestisse temporaneamente i beni spossessati 8 . Una volta che il pretore avesse approvato le condizioni di vendita stabilite dal magister bonorum si procedeva con la bonorum venditio, consistente in una vera e propria asta, che veniva vinta da chi si offriva di pagare la più alta percentuale di debiti; costui, detto bonorum emptor, subentrava al debitore, sia sotto il profilo passivo, nei limiti dalla percentuale offerta al momento della venditio, sia sotto il profilo attivo, come se fosse un suo successore universale. Perciò, era possibile che, in seguito alla venditio, venisse convenuto da singoli creditori dello spossessato affinché pagasse, sempre nella percentuale predeterminata, i debiti residui. Il bonorum emptor non acquistava la proprietà quiritaria dei beni del debitore, ma solo quella pretoria, per cui erano previste delle actiones pretorie basate su fictiones e delle denegationes actionis in suo favore 9 . La modernità della soluzione pretoria era innegabile, ma essa non era priva di aspetti afflittivi del debitore. Infatti, egli non veniva totalmente liberato dai suoi debiti, poiché i creditori potevano sempre convenirlo affinché pagasse la differenza tra il dovuto e la percentuale già versata dal bonorum emptor. Inoltre, come già detto, in seguito alla missio in bona, il debitore non aveva diritto a trattenere neanche il minino necessario per sopravvivere. Infine, tutta la procedura non solo non evitava l’infamia, ma si svolgeva anche in modo tale da risultare la più umiliante possibile per il debitore 10 , a riprova del fatto che il debito veniva ancora considerato quasi come una colpa, anche se non vi era ombra di mala fede. 8 La nomina era solo eventuale in quanto il patrimonio del debitore poteva anche essere gestito fino alla bonorum venditio dal creditore che aveva chiesto la missio in bona. 9 Infatti, il pretore non poteva attribuire al bonorum emptor la forma di proprietà quiritaria (dominium ex iure Quiritium), che era acquisibile solo secondo determinati modi, ma poteva considerarlo come se fosse un proprietario quiritario, garantendogli la possibilità di agire in tutela del patrimonio acquisito sia fingendo che egli fosse il successore del debitore (actio Serviana) sia permettendo la trasposizione dei soggetti dell’azione (actio Rutiliana). Inoltre, il pretore poteva evitare che il bonorum emptor fosse turbato nel proprio possesso negando l’azione a chi volesse convenirlo. 10 Scriveva Tertulliano: “bonorum adhibita proscriptione, suffundere hominis sanguinem plus quam effondere”.

Anteprima della Tesi di Luca Carnino

Anteprima della tesi: La bancarotta fraudolenta impropria, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Luca Carnino Contatta »

Composta da 250 pagine.

 

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