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San Francesco alla corte del sultano. Fallimento del dialogo interreligioso all'alba del XIII secolo?

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7 ● 1.2 Il fenomeno delle crociate Le crociate furono l’autorappresentazione di una società. Esse non erano una realtà stabile né un obbligo religioso ma una realtà sporadica. Erano il frutto delle ambizioni dei papi, delle pratiche devozionali del laicato, dello sviluppo del culto cavalleresco e del codice aristocratico fondato sull’onore, dell’espansione economica di alcune parti dell’Europa e, infine, delle iniziative religiose dei riformatori della Chiesa. Le crociate effettivamente non furono il fenomeno uniforme che immaginiamo ma furono una realtà mutevole, un mezzo per soddisfare i bisogni più diversi. Non a caso la prima crociata venne vissuta dai contemporanei come un evento unico e irripetibile, un’occasione eccezionale offerta ai fedeli da Dio, non certo come fu vista in seguito, cioè come una nuova forma di guerra santa. E lo stesso si può dire della seconda: non si mirava a creare un movimento organizzato né si fu in grado di dare un nome al fenomeno, tant’è che non vi era effettiva distinzione tra il guerriero e il pellegrino, tra la spedizione armata e il pellegrinaggio penitenziale. Il motore delle prime crociate fu quindi un forte impulso di devozione, il desiderio di un atto di pentimento e di remissione dei peccati, e queste non erano altro che motivazioni tradizionali imbevute delle aspirazioni e ansie spirituali del tempo. Al contempo però cominciarono a instaurarsi delle tradizioni: la più importante era l’adozione cerimoniale della croce cui si accompagnava una sorta di remissione delle pene e dei peccati, e un insieme di privilegi come la protezione della Chiesa, l’immunità giuridica per il tempo della spedizione e la moratoria sui debiti. L’atto cerimoniale del prendere la croce conferiva protezione e immunità personale in quanto emblema devozionale e voto pubblico e sanciva il momento in cui i privilegi divenivano effettivi assurgendo al particolare status di portatore della croce. Solo con la perdita di Gerusalemme nel 1187 e con la terza crociata lo status crociato venne definito ufficialmente con una netta separazione dal “pellegrino” e il termine crucesignatus ne divenne la designazione standardizzata. In particolare, una svolta decisiva si deve a Innocenzo III che codificando le tendenze in atto contribuì concretamente a farne un’istituzione attraverso le bolle Quia Maior (1213) e Ad Liberandam (1215). Oltre a statuire una volta per tutte l’indulgenza plenaria, le protezioni e i benefici, si introduceva per la

Anteprima della Tesi di Linda Sezzi

Anteprima della tesi: San Francesco alla corte del sultano. Fallimento del dialogo interreligioso all'alba del XIII secolo?, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Linda Sezzi Contatta »

Composta da 241 pagine.

 

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