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San Francesco alla corte del sultano. Fallimento del dialogo interreligioso all'alba del XIII secolo?

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12 Brienne, Isabella, erede al trono di Gerusalemme. Il matrimonio è deciso, la crociata proclamata e la data di partenza fissata per il 1225, ma l’imperatore riesce a rinviarla prima fino al 1227 e poi ancora di un anno prima di incappare nella scomunica del papa. In realtà Federico cercava di ottenere la città santa per via diplomatica: il sultano al-Kāmil, in lotta col fratello al-Mu‘azzam, sollecitava l’aiuto dell’imperatore a prezzo della cessione di Gerusalemme, ma la morte di al-Mu‘azzam annullò improvvisamente le trattative. Anche in Terra Santa Federico non ha vita facile: gli ordini cavallereschi di stampo ecclesiastico si rifiutano di collaborare con uno scomunicato che intrattiene rapporti diplomatici con i musulmani. Ciò nonostante egli riesce a forzare la mano al sultano, che nel 1229 a Giaffa sottoscrive un trattato che restituisce ai franchi, senza spargimento di sangue, la città santa esclusa la spianata del Tempio; inoltre, riconosce loro il possesso della regione di Nazareth e del territorio fino a Betlemme, e pone una tregua decennale. Federico si reca a Gerusalemme e nella basilica del Santo Sepolcro si incorona da se stesso tra lo sdegno generale. L’ostilità ecclesiastica è tale che l’imperatore lascia subito Gerusalemme senza munirla di adeguate opere difensive, così, nel 1244, la città santa andrà definitivamente perduta per almeno sette secoli. Il trattato di Giaffa aveva conseguito risultati superiori a tutte le crociate precedenti, ma troppo scandalo aveva suscitato l’atteggiamento dell’imperatore, improntato alla tolleranza verso gli infedeli; atteggiamento che agli occhi occidentali aveva seppellito l’idea stessa di crociata. Le ultime due crociate, la settima (1248-54) e l’ottava (1270), sono entrambe guidate dal re di Francia Luigi IX detto il santo. In un Occidente sempre più disinteressato agli appelli della Terra Santa Luigi è portatore di una devozione antica: re cristianissimo, è modello di cavaliere per il quale il santo pellegrinaggio è un dovere di coscienza. Nel disinteresse generale la crociata resta un affare esclusivamente francese. La settima crociata viene puntigliosamente preparata sotto ogni aspetto, l’obiettivo è ancora una volta il Cairo. Eppure il re di Francia non riesce a sfruttare le prime vittorie che gli consentono la conquista di Damietta: esita nel momento decisivo e attacca nel momento più sfavorevole. La disfatta è inevitabile e Luigi viene catturato e rilasciato a costo di un altissimo riscatto.
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Informazioni tesi

  Autore: Linda Sezzi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Valentina Colombo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 241

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