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La grande distribuzione nel settore degli articoli sportivi: evoluzione storica e tendenze attuali

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19 Infine è opportuno accennare come talvolta siano stati fattori esterni alla volontà e alle capacità degli operatori a offrire opportunità nuove in termini di differenziazione dei prodotti commerciali: per esempio l’evoluzione legislativa ha provocato in Italia una forte discontinuità con la riforma del 1998 (decreto Bersani 114/98, con abolizione delle licenze commerciali, riduzione a due delle tabelle merceologiche, tendenziale favore verso lo sviluppo di grandi superfici), dando una sostanziale spinta ad un processo di modernizzazione e del settore che era iniziato nei primi anni novanta, teso ad allinearsi agli standard europei. La copiosa letteratura sul tema dell’evoluzione delle formule commerciali propone numerose teorie che tentino di spiegare il perché della nascita o dell’evoluzione da una tipologia all’altra; qui si rimanda alle più importanti, quali la ruota del dettaglio (“wheel of retailing”, Hollander 1960), e il modello basato sul ciclo di vita del prodotto commerciale (Davidson, Bates, Bass, 1976). Ai fini di questo studio è sufficiente osservare come non tutte le formule proposte abbiano avuto lo stesso impatto all’interno del panorama distributivo. Da una parte, quelle innovazioni definibili radicali, per le quali si sono venute a creare vere e proprie novità in termini di prodotto commerciale a favore dei consumatori, e contemporaneamente visibili cambiamenti nei loro comportamenti. Tra queste troviamo i centri commerciali pianificati negli USA (anni ’50), l’ipermercato in Francia (’70), l’hard discount in Germania (’80), la grande superficie specializzata in quei settori dove primeggiavano gli esercizi al dettaglio di piccola dimensione. Dall’altra, quelle innovazioni catalogabili come incrementali. Queste sono sostanzialmente definibili come contaminazioni reciproche di formule diverse, motivate da una necessità di elevare il grado di differenziazione tra operatori, in contesti sempre più competitivi. Rientrano qui, per fare alcuni esempi, i supermercati che operano su superfici simili a quelle degli ipermercati, con presenze sostanziali di beni non-grocery; i soft-discount nati dallo sviluppo di formule hard in termini di servizi proposti; i factory outlet, strutturalmente centri commerciali che però offrono solo grandi firme a prezzi accessibili (referenze difettate o code di stock). In linea con l’argomento di questo studio, meritano di essere approfondite nelle loro caratteristiche principali una particolare formula distributiva, la grande superficie specializzata, e una modalità organizzativa, il gruppo d’acquisto.

Anteprima della Tesi di Michele Di Gallo

Anteprima della tesi: La grande distribuzione nel settore degli articoli sportivi: evoluzione storica e tendenze attuali, Pagina 14

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Michele Di Gallo Contatta »

Composta da 142 pagine.

 

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