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Trattamento e reinserimento sociale dell'omicida

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3 L’omicidio è il reato violento per eccellenza, ma la violenza prodotta in tale atto è spesso l’esito di un processo che ha radici remote, ben precedenti al momento in cui raggiunge, nell’uccisione, la sua massima espressione. Molti Autori pongono l’accento sulle modalità di controllo delle pulsioni aggressive che, tipiche di tutti gli esseri viventi, raggiungono nell’uomo forme espressive particolarmente sofisticate ed efferate. L’aggressività è un istinto presente in ogni individuo come risposta alle frustrazioni, la cui base biologica è modificata ed organizzata dal sistema culturale in cui avviene l’educazione. Le modalità di controllo di tale pulsione sono perciò apprese dall’ambiente e cambiano a seconda della società, così come cambiano le forme ed i livelli di aggressività espressa consentiti, le tecniche di sublimazione e di repressione di tali istinti. La violenza, secondo alcuni studi, sarebbe un sottoprodotto dell’aggressività repressa e quindi della rabbia, ma anche della diversa soglia di tollerabilità delle frustrazioni, dal momento che non tutti gli individui che reprimono l’aggressività, o che vengono presi da un accesso di rabbia, tramutano in violenza omicida i loro istinti. Si è visto, per esempio, che il controllo mancato o difettoso dell’aggressività può portare un individuo tanto alla scelta omicida quanto a quella suicida, in base agli schemi comportamentali appresi durante la sua vita. È chiaro perciò che elementi naturali e culturali si compenetrano fino a creare modalità di esternazione dell’aggressività molteplici e di non facile spiegazione. Così come non è sufficiente ricorrere a spiegazioni di tipo psichiatrico: alcuni disturbi mentali talvolta generano comportamenti violenti, ma non sono maggiormente presenti fra gli autori di omicidio rispetto alla popolazione generale. Ciononostante l’omicidio crea non pochi problemi, in sede dibattimentale, per quanto concerne la dichiarazione di imputabilità o non imputabilità. Specialmente di fronte all’uccisione di familiari, o quando il delitto venga eseguito con modalità particolarmente brutali, o da un minore, è automatico sospettare la presenza di una patologia psichica, e quindi ricorrere alla perizia psichiatrica.

Anteprima della Tesi di Marta Turnu

Anteprima della tesi: Trattamento e reinserimento sociale dell'omicida, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Marta Turnu Contatta »

Composta da 258 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.