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Trattamento e reinserimento sociale dell'omicida

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6 Introduzione Le teorie utilizzate più recentemente per spiegare il comportamento violento, in psicologia come in sociologia, si sono sviluppate in rapporto ad aspetti specifici del comportamento stesso, come la devianza ed il crimine in generale, ma anche relativi al comportamento normale. La ragione di ciò è il graduale declino della concezione per la quale gli autori di reato siano fisicamente e/o psicologicamente diversi dal resto della popolazione. Gli approcci prevalenti negli ultimi decenni si orientano verso l’idea che: ogni comportamento è appreso; ogni gruppo sociale formula una definizione di devianza e criminalità; ogni persona normale diventa deviante nel momento in cui riceve tale etichetta. Tra i vari studi diretti a spiegare il comportamento deviante e la criminalità, alcuni privilegiano l’aspetto sociale del fenomeno, e quindi il ruolo svolto dalla società nel suo complesso, dai vari gruppi in cui il soggetto è inserito fin dalla nascita e dalla cultura di appartenenza, nell’orientare la sua condotta in senso conforme alle regole o meno. Sellin (1938) vede nel contrapporsi negli individui di sistemi culturali differenti una delle principali cause dell’instabilità e del conseguente agire deviante. Coloro che sono immersi in una cultura per loro aliena senza integrarvisi, vedono posti in crisi i valori normativi che, in precedenza, consentivano loro l’efficiente controllo della condotta. L’Autore distingue i conflitti culturali primari, derivanti dal disagio e dalle incertezze che il singolo vive dentro di sé per l’attrito diretto fra sistemi culturali troppo diversi, dai conflitti secondari, dovuti alla discriminazione e al rigetto da parte della società ospitante nei confronti dell’individuo “estraneo” e della sua cultura originaria.

Anteprima della Tesi di Marta Turnu

Anteprima della tesi: Trattamento e reinserimento sociale dell'omicida, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Marta Turnu Contatta »

Composta da 258 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.