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La gestione del rischio di credito nel Nuovo Accordo sul Capitale. L'impatto su alcuni archetipi finanziari

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Il rischio di credito in banca: componenti e tecniche di gestione 15 È possibile misurare la correlazione con il coefficiente di correlazione (ρ), che ha il vantaggio di essere compreso tra –1 e +1 ed è pari al rapporto tra la covarianza e il prodotto delle due varianze: BA BA BA COV ς ς Υ ξ , , Un indice di correlazione pari –1, indica una perfetta correlazione negativa. In questo caso i tassi di perdita si muovono in direzione opposta e annullano la perdita inattesa, viceversa se l’indice è pari a +1 la variabilità delle perdite è positiva e perfetta e la perdita inattesa del portafoglio è pari alla media ponderata delle perdite inattese dei singoli impieghi. In tutti i casi in cui Υ <+1, l’aggiunta di un impiego in portafoglio consente di ridurre la perdita inattesa e il rischio apportato è tanto minore rispetto al rischio individuale quanto più basso è il valore della correlazione. L’elemento della correlazione non è incorporato nei rating dei prenditori e delle operazioni, ma è trattato a livello di portafoglio nei credit risk model. Per stimare la perdita potenziale, che si potrebbe verificare in un certo arco temporale, occorre passare dal concetto di perdita inattesa a quello di capitale a rischio (VAR). Il VAR esprime la massima perdita in cui si può incorrere in un dato intervallo temporale, con un certo livello di probabilità. Mentre la politica delle riserve deve coprire le perdite attese, è il capitale a rischio che ha la funzione di coprire le perdite inattese. Si individua nella perdita inattesa, pari alla differenza tra un dato

Anteprima della Tesi di Nadia D'ostuni

Anteprima della tesi: La gestione del rischio di credito nel Nuovo Accordo sul Capitale. L'impatto su alcuni archetipi finanziari, Pagina 15

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Nadia D'ostuni Contatta »

Composta da 218 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.