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Ritratto d'attrice: Isa Danieli, dall'esordio teatrale all'incontro con la drammaturgia contemporanea

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2 Decisa a migliorarsi continuamente, compiendo anche scelte molto sofferte e anticonvenzionali: si allontana più volte dalla sicura strada tracciata da Eduardo De Filippo gettandosi nell’avanspettacolo, proponendosi con provini a registi giovani e ancora sconosciuti, promovendo testi di autori ignoti, scontrandosi aspramente col Maestro, pur di non vedere calpestata la propria dignità d’attrice. Questi scontri profondi sono culminati in un rapporto mai semplice, che ha dato ad Isa Danieli soddisfazioni e gioie altrimenti insperabili, come quando il grande De Filippo, ormai vecchio e malato, ma comunque ancora uomo di teatro puro, la definì «sangue del mio sangue» in una lettera che le spedì nel 1984 a seguito della rappresentazione di Bene mio core mio. La Danieli, a differenza degli altri attori che hanno lavorato con De Filippo, non provò mai il timore reverenziale per il grande maestro: la giovane età del primo incontro, solo quindici anni, l’intraprendenza e quel certo feeling che si sviluppò tra loro le permisero di provare verso di lui rispetto ma non paura e di avere il coraggio di rivolgersi a lui nel momento del bisogno senza temere un rifiuto. La sua carriera artistica non è stata facile, pur riuscendo a perseguire sempre i propri obiettivi, spesso costruendo un sentiero tortuoso fatto di rischi, sacrifici e sofferenze, tanto che oggi, parlando degli attori televisivi, sorride, non li ritiene veramente attori, ma qualcosa di più simile a «impiegati comunali» 2 , per le troppe comodità e le troppe sicurezze. Il suo nome ha camminato con lei: nata anagraficamente come Luisa Amatucci, si presenta nelle sceneggiate come Luisa Moretti (ricalcando il nome d’arte della madre), per poi diventare definitivamente Isa Danieli. Il nome lo scelse a Roma, quando stava recitando all’Eliseo nel 1955 con la compagnia di Eduardo De Filippo. Il cognome “Moretti” era molto comune, e la giovane attrice voleva un nome che fosse solo suo, che la distinguesse dagli altri, che in qualche modo avesse un tocco della sua forte personalità, che rispecchiasse ciò che avrebbe voluto essere. Racconta che per recarsi all’Eliseo passava davanti ad un ricco negozio d’antiquariato; l’insegna “Danieli”, in caratteri dorati su vetro nero, dava un’idea di sobria eleganza che affascinò immediatamente la sua mente di ragazzina ambiziosa. 2 A colloquio con Isa Danieli in Appendice V

Anteprima della Tesi di Barbara Tinghi

Anteprima della tesi: Ritratto d'attrice: Isa Danieli, dall'esordio teatrale all'incontro con la drammaturgia contemporanea, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Barbara Tinghi Contatta »

Composta da 120 pagine.

 

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