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Ritratto d'attrice: Isa Danieli, dall'esordio teatrale all'incontro con la drammaturgia contemporanea

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8 Nel 1951 Eduardo De Filippo compra il suolo dove sorgeva il teatro San Ferdinando 12 e inizia i lavori di ristrutturazione. Per finanziare le ingenti spese nella stagione 1951- 1952 non forma la compagnia sceglie di fare cinema 13 , che fu, per lui, un’attività assidua, ma mai la principale, quasi un «sottoprodotto […] delle fatiche teatrali» 14 .. Nel 1954 inaugura il suo San Ferdinando con Palummella zompa e vola di Antonio Petito. Il San Ferdinando era luogo molto caro a tutti i teatranti: infatti prima della guerra, prima che fosse bombardato e quasi distrutto, era il regno della sceneggiata. Da lì erano passati tantissimi grandi attori e il fascino di quel “teatrino” era molto forte. 12 Uno degli ultimi teatri edificato nella città di Napoli alla fine del 1700, fu il teatro San Ferdinando. Sorse nella zona di Pontenuovo che allora era composta da pochissimi palazzi nobili e molti giardini. La costruzione del teatro San Ferdinando fu affidata all’architetto Camillo Lionti, mentre per le decorazioni i l'incarico fu affidato all'architetto Domenico Chelli, lo stesso che in quegli anni prestava la sua opera nel Real teatro di San Carlo. Il teatro San Ferdinando aveva una platea di forma ellittica, con file di cinque palchetti ognuna, arredato con tredici poltrone e, come tutti i teatri dell'epoca, il palco reale oltre ad un secondo palco riservato alla famiglia reale. La sua inaugurazione, che va sicuramente datata tra gli anni 1790 e 1791, avvenne con un'opera di Domenico Cimarosa. Dalla sua nascita, fino ai primi del 1799, vi si rappresentarono diverse opere in musica e balletti. Una piccola parentesi di gloria il teatro San Ferdinando la ebbe nel 1810 quando, per merito dell'impresario Domenico Panza, ospitò la prima italiana di Otello di William Shakespeare. Per tutto il XIX secolo e per parte di quello successivo vi si avvicendano diversi impresari e varie compagnie amatoriali. Nel 1943 le bombe americane caddero impietose su Napoli, portando ovunque morte e distruzione e devastando anche il teatro San Ferdinando. 13 Come attore ha interpretato: Tre uomini in frac (1932), Il cappello a tre punte (1934), Quei due (1935), L’amore mio non muore (1938), Il marchese rivolito (1938), Sono stato io (1938), Il sogno di tutti (1941), A che servono i quattrini (1942), Casanova farebbe così (1942), Non ti pago (1942), Il fidanzato di mia moglie (1943), Non mi muovo (1943), La vita ricomincia (1946), Uno tra la folla (1946), Assunta spina (1947), La macchina ammazza cattivi (1948), Campane a Martello (1949), Cameriera bella presenza offresi (1951), Le ragazze di piazza di Spagna (1951), Cinque poveri in automobile (1952), Traviata ’53 (1953), L’oro di Napoli (1954), Tempi nostri (1954), L’uomo dai calzoni corti (1958), Ferdinando re di Napoli (1959), Fantasmi a Roma (1961), Ieri oggi domani (1963), Matrimonio all’italiana (1964), Spara più forte…non capisco (1966), Cortile (1984), Cuore (1984). Ha firmato le regie di: In campagna è caduta una stella (1940), Ti conosco, mascherina! (1943), Napoli Milionaria (1949), Filumena Marturano (1951), I sette peccati capitali (1952), Ragazze da marito (1952), Napoletani a Milano (1953), Marito e moglie (1955), Fortunella (1958), Il sogno di una notte di mezza sbornia (1959), Oggi domani e dopodomani (1965), Questi Fantasmi (1967). Dei film Porca miseria (1951), Cento anni d’amore (1954), Pane amore e gelosia (1954) ha fatto la sceneggiatura. 14 Tullio Kezich, da Il cattivo Eduardo, Un artista troppo amato e troppo odiato, op. cit. pp 97 e segg.

Anteprima della Tesi di Barbara Tinghi

Anteprima della tesi: Ritratto d'attrice: Isa Danieli, dall'esordio teatrale all'incontro con la drammaturgia contemporanea, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Barbara Tinghi Contatta »

Composta da 120 pagine.

 

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