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L'origine del movimento sindacale in ferrovia e l'Italia post-unitaria

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7 Anche questa forma specifica di linguaggio contribuì a legare un settore frammentato, suddiviso in categorie e mansioni, pieno di contrasti, ma pur sempre tenuto insieme da sottili ma tenaci fili di una comune appartenenza all’interno di quell’universo ferroviario che era quasi una sorta di società parallela con i suoi meccanismi, le sue regole, i suoi luoghi. In ferrovia il servizio andava avanti a ciclo continuo: non vi era – e non vi è – né giorno né notte, né domeniche né Natale, e l’orario irregolare rendeva i lavoratori favorevoli a sviluppare legami con i colleghi, piuttosto che con i concittadini. Molto era sentita la convinzione di svolgere un ruolo importate: il treno, infatti, simboleggiava il progresso meglio di qualsiasi altra macchina e le rotaie lucenti e interminabili erano come arterie ove circolava il sangue del paese. Sulle attitudini mentali dei ferrovieri è interessante leggere quanto scriveva Giuseppe Cimbali nel Primo trattato completo di diritto amministrativo italiano: “Consapevole di essere organo del moto centrale e miracoloso della vita moderna, il personale ferroviario si reputa al di sopra di tutti e reputa di aver diritto ad ogni sorta di tolleranza e ad ogni sorta di privilegi.

Anteprima della Tesi di Antonella Ceccacci

Anteprima della tesi: L'origine del movimento sindacale in ferrovia e l'Italia post-unitaria, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Antonella Ceccacci Contatta »

Composta da 223 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.