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Da Frederick Douglass a Malcolm X: letteratura e identità

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8 A questo proposito Rawick indica come fattore fondamentale il passaggio, in Europa, a una società capitalistica: Razzismo e schiavitù nelle loro forme moderne furono intimamente collegati fin dall’inizio e furono entrambi parte dello stesso processo rivoluzionario: l’emergere dal passato feudale della moderna società capitalistica europea. Il razzismo fu imposto da realtà che comprendevano, ma che anche trascendevano i profitti immediati di schiavisti, commercianti, mercanti di schiavi. La presa del razzismo fu più forte tra quei popoli che più a fondo parteciparono ai nuovi, rivoluzionari sviluppi del mondo moderno; fu più debole tra quelli presso i quali la crescita capitalistica fu limitata. Le nazioni capitalisticamente avanzate degli inglesi e degli olandesi diedero vita alle ideologie razziste più elaborate. [...] Lo sviluppo del capitalismo europeo nei secoli XVI, XVII e XVIII rese necessarie ampie modificazioni nella psicologia umana. [...] Gli impulsi sessuali dovettero essere controllati con cura e l’essere umano preparato alla repressione e alla sublimazione costante di questi desideri... [...] Questo processo di repressione e reindirizzo della personalità umana fu portato avanti in primo luogo, più a fondo e più velocemente in Inghilterra che altrove. 4 Il forte sentimento razzista che si diffuse in Inghilterra fu probabilmente causato proprio dal fatto che gli inglesi trovarono negli africani non tanto delle diversità quanto aspetti che erano stati anche degli europei ma che ora si cercava di ignorare: i neri venivano visti come arretrati, selvaggi, incapaci di progredire come gli europei. Questo creava nei bianchi un senso di superiorità che però, se analizzato in profondità, nascondeva anche un senso di frustrazione: gli africani apparivano agli occhi dell’uomo bianco meno inibiti, meno repressi nei loro desideri e nei loro istinti. Il fattore della sessualità giocò un ruolo fondamentale nella formazione delle ideologie razziste e anche in seguito. L’africano era fondamentalmente più libero, più spontaneo e soddisfatto e ciò non poteva che creare disagio nella psicologia del bianco. Quest’ultimo, per dare sfogo alla sua frustrazione, cercava di dare una visione negativa della sessualità, considerandola qualcosa di volgare, quasi animalesca e, di conseguenza, presentava il nero come un essere più simile alle bestie che non agli uomini. 4. G. P. Rawick, Lo schiavo americano dal tramonto all’alba. La formazione della comunità nera durante la schiavitù negli Stati Uniti, cit. pagg.172-173-176.

Anteprima della Tesi di Sonia Colombo

Anteprima della tesi: Da Frederick Douglass a Malcolm X: letteratura e identità, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Sonia Colombo Contatta »

Composta da 117 pagine.

 

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