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'La filosofia oggi': Merleau-Ponty a partire da Husserl e da Heidegger nel corso dal Collège de France del 1958-59

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16 beffe della filosofia, è a-filosofia” 36 . Hegel, a giudizio di Merleau-Ponty è colui che ha inaugurato i momenti di “storia dell’a-filosofia” 37 , in modo particolare con l’Einleitung alla Fenomenologia dello Spirito 38 , nella quale il filosofo teorizza l’apparizione dell’Assoluto nel fenomeno 39 . Questa dunque la motivazione del perché ritenere Hegel padre del pensiero a-filosofico. Ma perché allora ‘crollo’ di Hegel? A giudizio del pensatore transalpino, suo demerito è stato quello di aver rotto l’equilibrio raggiunto nella Fenomenologia, dopo aver teorizzato l’Assoluto come Ineinander, facendo tornare la filosofia al solito “Denken di sorvolo”. In tal modo Hegel si è fatto attrarre dall’ideale di un sapere assoluto che, per Merleau-Ponty, mette profondamente in pericolo la possibilità della filosofia votandola al silenzio 40 . In conseguenza a tutto ciò, ora noi siamo in una difficile situazione di “vuoto filosofico”: il “nostro tempo (…) è tempo di non filosofia” 41 . Così si esprime per inciso in un’altra occasione Merleau-Ponty: “Nostro stato di non filosofia: la nostra crisi 42 non è mai stata altrettanto radicale” 43 . In merito a ciò annota in un’occasione: 36 M. Merleau-Ponty, Résumés de cours. Collège de France 1952-1960, Gallimard, Paris 1968, pp. 142-143; tr. it. e cura di M. Carbone in M. Merleau-Ponty, Linguaggio, storia, natura, Bompiani, Milano 1995; cfr. inoltre M. Carbone, Il sensibile e l’eccedente…, op. cit. , in cui si segnala il riecheggiamento della frase di Pascal che dice: “Ridersela [se moquer] della filosofia significa filosofare per davvero” (B. Pascal, Pensées, a cura di L. Brunschvicg, tr. it. di G. Auletta, Pensieri, Paoline, Roma 1979, p. 151, frammento 4). 37 M. Merleau-Ponty, Linguaggio, storia, natura, op. cit. , p. 134. 38 M. Carbone, Il sensibile e l’eccedente…, op. cit. , p. 77: “(…) commento delle pagine della Einleitung della Phänomenologie des Geistes”. 39 Un maggiore approfondimento della tematica si può trovare, oltre che nei due corsi del 1958-1959 troncati dalla morte improvvisa “Filosofia e non filosofia dopo Hegel” e “L’ontologia cartesiana e l’ontologia d’oggi”, nel terzo e nel quinto capitolo di M. Carbone, Il sensibile e l’eccedente…, op. cit. 40 Tale tentazione Merleau-Ponty intravede anche in Heidegger, laddove in Brief über den ‘Humanismus’ (1946), p. 109; tr. it. Lettera sull’‘Umanismo’ in Segnavia, di F. Volpi, Adelphi, Milano 1987, p. 273, quando egli scrive: “Prima di parlare, l’uomo deve prima lasciarsi reclamare dall’essere, col pericolo che, sotto questo reclamo, egli abbia poco o raramente qualcosa da dire”. Cfr. in proposito M. Merleau-Ponty, È possibile oggi la filosofia?, op. cit. , pp. 120; inoltre a p. 123, nella nota n° 459 si parla di “giusto silenzio”. 41 M. Merleau-Ponty, ibidem, p. 6. La nota n° 5 alla stessa pagina dice: “‘Vuoto’ filosofico dopo Hegel. Qualche cosa è finita con lui. Dopo, la filosofia è messa in questione della filosofia,e messa in questione confusa. [Per quanto riguarda in particolare queste valutazioni, cfr. anche M. Merleau- Ponty, Linguaggio, storia, natura, op. cit. , p. 107]”. 42 Per uno studio più particolareggiato di come la parola ‘crisi’ diventi sempre più ricorrente nella filosofia tedesca dal post-kantismo in poi cfr. A. Marini, Psicologia, teoria della conoscenza e

Anteprima della Tesi di Christian Ridon

Anteprima della tesi: 'La filosofia oggi': Merleau-Ponty a partire da Husserl e da Heidegger nel corso dal Collège de France del 1958-59, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Christian Ridon Contatta »

Composta da 364 pagine.

 

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