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'La filosofia oggi': Merleau-Ponty a partire da Husserl e da Heidegger nel corso dal Collège de France del 1958-59

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21 1900-01 debba essere considerata in continuità con le successive 71 . Se di idealismo tuttavia si può parlare, crediamo sia più suggestivo farlo, più che per la sua componente di carattere ‘soggettivistico’ 72 , per certe analogie con alcuni contenuti dell’Einleitung della Fenomenologia dello Spirito di Hegel (vedi l’accostamento di due piani tradizionalmente considerati separati se non ‘contrari’ come quello delle essenze e quello dei fenomeni 73 ). Sin da queste prime battute due spunti ci sembrano particolarmente preziosi. Il primo consiste nell’importanza riconosciuta da Husserl all’esperienza 74 , dimensione che contraddistinguerà tutta la fenomenologia e che la pone distante da quel retaggio di ascendenza cartesiana che diffida del livello fenomenico del reale. Il secondo nella scelta del metodo descrittivo 75 , preferito a quello di carattere speculativo, capace di attenersi meglio al livello empirico cui la fenomenologia mira. 71 Cfr. E. Husserl, ibidem, “Introduzione”, nota 2 p. XIII: “il concetto (…) di ‘svolta’ (…) non si adatta al metodo ‘stratificato’ del lavoro di Husserl. Infatti, in tutta la sua opera, Husserl insiste sui medesimi concetti, pur da angolature e con prospettive molto diverse. Si può dire che il suo pensiero, in ogni opera, e spesso anche all’interno della medesima opera, è paradossalmente sempre identico a se stesso e sempre nuovo”. Sempre su questa linea si colloca anche l’osservazione di Franzini ibidem, p. XIV in cui sostiene che tra le Idee e le Ricerche logiche, Husserl “instaura[…] (…) un rapporto di solida continuità tematica”, per quanto nemmeno Merleau-Ponty manchi “di osservare (…) il ‘punto di svolta’ presente all’interno del primo volume di Idee” (ibidem, p. XII). 72 Per la scelta dell’attributo “soggettivistico” come peculiarità della corrente idealistica, ci rifacciamo all’accezione romantica e, in modo particolare, alla definizione che Hegel dava del proprio quale idealismo soggettivo o assoluto. Un simile accostamento, infatti, risulterebbe scorretto, per esempio, per quanto riguarda la filosofia di Baruch Spinoza. Cfr. N. Abbagnano, Dizionario di filosofia, Unione Tipografico-Editrice Torinese, Torino 1980. 73 Per un maggiore approfondimento della tematica rimandiamo a M. Carbone, Il sensibile e l’eccedente... , op. cit. , in modo particolare il capitolo terzo. 74 Esplicativo, anche per la sintetica visione d’insieme che dà dei passi della filosofia di Husserl, ci sembra il seguente passo di V. Costa, E. Franzini, P. Spinicci, La fenomenologia, Einaudi, Torino 2002, p. 183 in cui si sottolinea come: “L’esperienza non è un caos, non è il regno dell’opinione soggettiva, ma un campo in cui vivono regole a priori. Tuttavia, con ciò urtiamo anche nei limiti della nostra analisi, che si muoveva per così dire su un terreno ‘solipsistico’, in cui gli altri non svolgevano alcuna funzione nella costituzione di un mondo oggettivo. Ma è chiaro che se noi fossimo dei solus ipse non potremmo mai raggiungere lo stadio del mondo oggettivo, perché non potremmo correggere, per esempio, eventuali anomalie dei nostri organi di senso. Ed è per questo che, se da un lato le analisi costitutive preparano la problematica del mondo della vita, dall’altro richiedono, ai fini della costituzione di un mondo oggettivo, la presa in considerazione della costituzione intersoggettiva”. 75 E. Husserl, La crisi delle scienze europee… , op. cit. , p. 47: “semplicemente (…) rilevare, (…) descrivere ciò che vedo”.

Anteprima della Tesi di Christian Ridon

Anteprima della tesi: 'La filosofia oggi': Merleau-Ponty a partire da Husserl e da Heidegger nel corso dal Collège de France del 1958-59, Pagina 15

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Christian Ridon Contatta »

Composta da 364 pagine.

 

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