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Nietzsche, la Liguria e Genova: i luoghi come archetipi.

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16 ”Per capirla, quella risposta che in fondo è molto semplice e bella, bisogna aver conosciuto Genova e aver visitato da cima a fondo i suoi palazzi… Se i cortigiani di Luigi XIV avevano creduto di stupire il doge di Genova con lo splendore e la magnificenza di Versailles, è perché essi ignoravano da quale città egli provenisse [...] Più vedrete da vicino i palazzi di Genova e meglio capirete la risposta di quel Doge”. 10 Bisogna ricordare infatti che in Italia spesso le corti, le nobili casate o le città note facevano a gara in termini di eleganza, stile, lusso e ornamenti sia tra di loro, sia con i regni nazionali, quali appunto la Francia. Di conseguenza ogni città prestava attenzione ad opere artistiche ed architettoniche, curava corti, giardini, fontane, statue ed è proprio per questo che ancora oggi in Italia si può trovare un così vasto numero di città d’arte e quasi ognuna di queste porta con sé un notevole bagaglio culturale. In questo caso, a Genova il Doge viveva in un lussuoso palazzo di marmo e aveva a sua disposizione architetti come Francesco Falcone e Carlo Fontana. Al suo servizio si trovava anche il pittore Paolo Veronese e lo stesso Van Dyck sembra che avesse avuto l’incarico di dipingere la moglie, il figlio e persino il cane del Doge. La sua camera era affrescata dall’ Aldobrandini e il suo palazzo ricco di giardini pensili….insomma, senza voler togliere nulla alla meravigliosa reggia di Versailles, questo aneddoto ci illumina sulla grandezza- spesso misconosciuta - della città di Genova, che per il suo fasto fu definita “La Superba”. 10 J. JANIN, Voyage en Italie, Ed. Bourdin, Paris 1842 in Genova, pp. 57/58

Anteprima della Tesi di Alessandra Rizzi

Anteprima della tesi: Nietzsche, la Liguria e Genova: i luoghi come archetipi., Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Alessandra Rizzi Contatta »

Composta da 181 pagine.

 

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