Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Etica e Scrittura: l'esperienza dell'Altro nell'opera di Jacques Derrida

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

13 e l’ombra torna già 14 . Nella scrittura, invece, la “morte” dell’autore, determina un’ambiguità che logora il segno come pura archiviazione spazio-temporale, lo usura quasi fosse l’esergo di una moneta di cui non distinguiamo più i caratteri che ne identificano il conio. Derrida ci restituisce una scrittura “moribonda”, un farmaco che si offre come rimedio o come veleno a seconda di una sorte “senza sosta ri-finalizzata, ri-intenzionalizzata, riappropriata in anticipo e regolarmente da una teleologia” 15 . Ciò che muore è dunque il voler-dire, l’intenzione dell’autore che, con la scrittura, si vota al segreto di un fantasma che avanza non appena viene meno il corpo di cui è simulacro. 14 La violenza fotologica del fono-logo-centrismo metafisico è oggetto di riflessione anche in Violenza e metafisica: ”C’è dunque un soliloquio della ragione e una solitudine della luce. Fenomenologia ed ontologia, in quanto incapaci di rispettare l’altro nel suo essere e nel suo senso, sarebbero, quindi, filosofie della violenza. Attraverso di esse, l’intera tradizione filosofica parteciperebbe, nel suo senso e in profondità, all’oppressione e al totalitarismo dello stesso. Antica alleanza occulta tra la luce e il potere, antica complicità tra l’oggettività teorica e il possesso tecnico-politico. «Se fosse possibile possedere, afferrare e conoscere l’altro, questo non sarebbe l’altro. Possedere, conoscere, afferrare, sono sinonimi del potere» (Le Temps et l’Autre). Vedere e sapere, avere e potere non hanno luogo che nell’identità oppressiva e luminosa dello stesso e restano, agli occhi di Lévinas, le categorie fondamentali della fenomenologia e della ontologia. Tutto quello che mi è dato nella luce sembra essere dato a me stesso per mezzo di me stesso. Da quel momento la metafora eliologica non fa che sviare il nostro sguardo e procura un alibi alla violenza storica della luce: spostamento dell’oppressione tecnico-politica verso la falsa innocenza del discorso filosofico.” J. Derrida, L’écriture et la differénce, Editions du Seuil, Paris 1967, trad. It. di G.Pozzi, La scrittura e la differenza, Giulio Einaudi editore s.p.a., Torino 1990, p.116. 15 Cfr. J.Derrida, Donare il tempo, op. cit., p.133.

Anteprima della Tesi di Pier Giuseppe Di Bernardo

Anteprima della tesi: Etica e Scrittura: l'esperienza dell'Altro nell'opera di Jacques Derrida, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Pier Giuseppe Di Bernardo Contatta »

Composta da 156 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2706 click dal 24/06/2004.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.