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Etica e Scrittura: l'esperienza dell'Altro nell'opera di Jacques Derrida

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10 Derrida ci proietta in una dimensione rappresentativa “senza profondità” che è come tale strutturata dal segreto 10 , scarto o sincope mai appropriabile dallo stesso 11 . 10 Ciò che si perde in questo segreto è il telos dell’ “in-tenzione”: non più “noetico- noematica” (come nella fenomenologia husserliana), ma voler-dire che si cancella come l’esergo usurato di una moneta:“Un tale segreto entra in letteratura, è costituito dalla possibilità dell’istituzione letteraria, è rivelato da essa anche nella sua possibilità di segreto, solo nella misura in cui esso perde ogni interiorità e ogni spessore, ogni profondità. Esso è assolutamente custodito, non dissigillabile, inviolabile, solo nella misura in cui è costituito da una struttura non psicologica. Questa struttura non è soggettiva o soggettivabile, benché sia responsabile degli effetti più radicali di soggettività o di soggettivazione. Essa è superficiale, senza sostanza, infinitamente privata perché completamente pubblica. Essa si dispone sulla superficie di una pagina, ovvia come una lettera rubata, una cartolina, un biglietto di banca, un assegno, una credenziale — o un pezzo d’argento da due lire” J. Derrida, Donare il tempo, op. cit., p.168. 11 Alcune istanze del pensiero di Derrida si appoggiano alle intuizioni dello psicoanalista francese Jacques Lacan, il cui fantasma sembra aleggiare nei testi di Derrida anche laddove non viene esplicitamente citato. A proposito del soggetto, dello stesso e della possibilità di trascendenza nell’altro, nel volume Storia della psicoanalisi, Silvia Vegetti Finzi scrive: “Afferma Lacan, nella sua relazione alla Società francese di filosofia del 1957: «Nell’inconscio, che non è tanto profondo quanto piuttosto inaccessibile all’approfondimento cosciente, c’è chi parla, ça parle: un soggetto nel soggetto, trascendente il soggetto, pone al filosofo dopo la scienza dei sogni la sua questione»”. Poco dopo aggiunge Vegetti Finzi:“Il simbolico è il luogo dell’inconscio impersonale dove giacciono significanti (simboli linguistici e sociali) privi di significazione finché non «si incarnano» in quella materia che è l’uomo. Solo calandosi in una dimensione individuale i significanti acquistano efficacia di significazione. Il soggetto è, pertanto, il loro significato. Ma il soggetto si organizza come tale solo accentrandosi intorno ad una unità chimerica, l’Io (Moi). Unità che comporta, come condizione, di rimuovere la dimensione del simbolico che la attraversa, di misconoscere i suoi effetti. «Io sono» dirà Lacan «là dove non penso.»”. Cfr. S.Vegetti Finzi, Storia della Psicoanalisi, A. Mondadori Editore, Milano 1990, pp.388-389. Nell’idea per cui il reale è il limite della rappresentazione, è la chiave di una riflessione molto intensa di Derrida, forse anche la chiave etica del suo pensiero: l’ ”aver capito” lo sguardo altrui rende impossibile la visione dell’altro in quanto vedente, oikos aperto ancora, cioè, alla tyche: “Incrociando lo sguardo dell’altro, si vedono o degli occhi vedenti o degli occhi visti, e quindi visibili. Quando si vede l’altro vedere, e si vedono gli occhi vedenti dell’altro, gli occhi vedenti non sono semplicemente visti. Poiché sono visti, visibili e non vedenti, essi divengono invisibili in quanto vedenti, e producono sotto questo aspetto, o delineano, l’ambito dell’accecamento dello spettatore.” Cfr. J. Derrida, Donare il tempo, op. cit., p.162. Ancora un altro evidente motivo di ispirazione comune tra Derrida e Lacan nelle parole di Vegetti Finzi: “Per ben intendere il decentramento operato da Lacan, va sottolineato che egli critica il soggetto cartesiano centrato sull’Io, sulla trasparenza della coscienza stessa, ma non intende, tuttavia, riaccentrarlo sull’Es. Il soggetto è decentrato

Anteprima della Tesi di Pier Giuseppe Di Bernardo

Anteprima della tesi: Etica e Scrittura: l'esperienza dell'Altro nell'opera di Jacques Derrida, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Pier Giuseppe Di Bernardo Contatta »

Composta da 156 pagine.

 

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