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La mistica nuda della scena. Roger Vitrac: un uomo di teatro

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9 Simon Dujardin, il marmocchio di Le Sabre de mon père, deve confrontarsi con un padre bugiardo e sfaccendato, che dilapida il patrimonio della famiglia inseguendo impossibili vincite al gioco ed amori avventati. Presenzia alle sue risse e percepisce lo strisciante disprezzo da cui è circondato nella ristretta comunità sociale frequentata. Amato in modo soffocante dalla madre, che come da copione proietta su di lui le sue frustrazioni, cerca nella malattia quella via di fuga che invece troverà nel teatro. Cresciuto di qualche anno, ritroviamo lo stesso Simon Dujardin fra i personaggi di Le Coup de Trafalgar. Dall’osservatorio privilegiato della portineria di uno stabile parigino, scruta l’andirivieni degli inquilini, ne giudica le condotte e si burla dei loro tic verbali e delle loro manie. Nei testi teatrali di Vitrac, come vedremo meglio in seguito, il punto di vista del narratore coincide spesso con quello del personaggio e dello spettatore. La soggettiva generata dallo sguardo di un bambino o di un adolescente, lungi dall’essere permeata di quell’ingenuità dettata dall’inesperienza, è quanto di più lontano si possa immaginare dall’innocenza. La comprensione del mondo adulto è, al contrario, puntuale e disarmante nella sua sagacia. Limitatezze e meschinità sono sottolineate senza benevolenza alcuna, rendendo ridicoli i tentativi compiuti per dissimularle e la presunzione di esservi riusciti. I bambini sono la coscienza infelice dei grandi, che non riconosce se stessa come unità e soccombe sotto il peso delle contraddizioni. Spettatori di drammi familiari minacciosi, collezionano conoscenze filtrate dai discorsi sussurrati dietro le porte e dalle altrui movenze inconsapevoli. Testimoni involontari, non apportano quella redenzione che gli adulti auspicherebbero da loro. Je passe en revue, indifféremment, les enfants et les grandes personnes, car les familles ne nous cachaient rien, et nous savions tout. On parlait devant nous qui écoutions et répétions. D’où les drames. 6 6 Roger Vitrac, “Marius”, Bifur, n.5, avril 1930, in Le Voyage Oublié, Paris,Rougerie, 1974, p.71

Anteprima della Tesi di Simona Montini

Anteprima della tesi: La mistica nuda della scena. Roger Vitrac: un uomo di teatro, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Simona Montini Contatta »

Composta da 403 pagine.

 

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