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Gli studi di settore: un trade-off tra semplicità amministrativa ed equità del prelievo

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Capitolo I – La determinazione del reddito per fini impositivi 16 3. Il concetto di reddito normale In un vivace quadro dibattimentale attorno al concetto di normalizzazione del reddito, spesso non soltanto dovuto al confronto interno alla dottrina ma anche attinente al mondo degli operatori e della politica, risulta necessario distinguere tra due scopi sostanzialmente diversi per cui si ricorre all’utilizzo del reddito normale: - come base imponibile dell’imposta; - come strumento, a beneficio delle autorità fiscali, di determinazione del sistema di accertamenti. In questo paragrafo ci limiteremo ad approfondire il primo dei due approcci, segnalando che l’analisi del secondo verrà approntata nell’ambito degli argomenti attinenti ai diversi strumenti che la nostra legislazione ha prodotto con la funzione di accertamento induttivo extracontabile. In verità, quando si discute di questo concetto, non si può non trattare il suo strenuo assertore, Luigi Einaudi. Certo, tra le diverse evoluzioni che la sua definizione ha avuto nel tempo dal punto di vista funzionale e del dibattito, la originale traduzione einaudiana di reddito medio o normale è una soluzione che, all’interno della scienza delle finanze e del diritto tributario, ha sempre avuto numerosi avversari, cui si sono aggiunte talvolta le stesse associazioni di categoria dei contribuenti cui la formula era teoricamente proposta. Ma è stata soprattutto la dottrina, ed è il caso di ribadirlo, a porre più di un interrogativo nei confronti di questa impostazione. Già mezzo secolo fa, in seno al dibattito, l’Einaudi così si confrontava con la dottrina, intravedendo, tra l’altro, una realtà poi innegabilmente concretizzatasi empiricamente. A tal proposito riteniamo utile citare alcuni passi dell’autore piemontese: “Gli amministratori pubblici, coloro i quali, ministri delle finanze o direttori dei grandi servigi fiscali, governano la finanza degli stati contemporanei, debbono difendere accanitamente i sistemi vigenti, che bene o male funzionano e gittano miliardi, contro la mania riformatrice dei dottrinari che, andando in cerca della giustizia e non contenti della giustizia semplice grossa (…), vogliono la giustizia perfetta, che è complicata e distrugge dieci per incassare uno”. (Miti e paradossi della giustizia tributaria, op. cit., p. 8-9).
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Gli studi di settore: un trade-off tra semplicità amministrativa ed equità del prelievo

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Informazioni tesi

  Autore: Augusto Santori
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Diego Piacentino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 200

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