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Gli studi di settore: un trade-off tra semplicità amministrativa ed equità del prelievo

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Capitolo I – La determinazione del reddito per fini impositivi 19 Questo principio di definizione differiva altresì dai suoi aspetti tecnici, o meglio dai metodi di calcolo raggruppabili anche questi in tre classi differenti 17 : a) alcuni metodi fondati su calcoli di medie di redditi effettivi passati; b) altri funzionanti con dei coefficienti applicati su basi di costo, su elementi patrimoniali, su caratteristiche della localizzazione di unità imponibili; c) altri invece proposti su ricavi, effettivi o normali, al fine di dedurre da essi valori normalizzati dei redditi imponibili. Questi metodi di definizione sono risultati applicabili a diverse forme di reddito e riferiti, nel caso a), soprattutto ai redditi normali immobiliari, mentre nei metodi b) e c) alla normalizzazione dei redditi e dei ricavi di imprese e lavoratori autonomi, anche prescindendo dalla conoscenza dei redditi effettivi. Nell’opera cardine 18 del concetto einaudiano di reddito normale, l’autore si limita alla trattazione del primo di questi metodi (vedremo poi, come gli altri due siano quelli che più tardi, anche se in maniera non proprio identica, la legislazione italiana adotterà con funzione di accertamento, e non di determinazione, induttivo del reddito dei piccoli contribuenti). Infatti, l’imposizione sul reddito normale, rispetto a quello effettivo, è stata storicamente sostenuta soprattutto per la tassazione di redditi dei terreni agricoli, in particolare del reddito dominicale, e poi dei redditi da fabbricati. La tassazione in base a catasto, diffusa pochi anni dopo l’unificazione per i terreni, estesa nel 1870 ai redditi dei fabbricati, ha costituito un modo tradizionale e continuo di tassare redditi immobiliari, prima con le sole imposte fondiarie, e poi con imposte reali o personali. La necessità di normalizzare i redditi agricoli era fondata sulla necessità di tassare un reddito medio effettivo di più anni, e quindi un reddito normale, così da non colpire elementi transitori dovuti a fisiologiche fluttuazioni. Inoltre permetteva di tassare l’autoconsumo e quei redditi imputati che non passavano attraverso il mercato. 17 G. DALLERA, “Reddito normale, equità e capacità contributiva”, in M. Leccisotti (a cura di), Per un’imposta sul reddito normale, p. 53, op. cit. 18 La terra e l’imposta, Torino, 1942.
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Gli studi di settore: un trade-off tra semplicità amministrativa ed equità del prelievo

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Informazioni tesi

  Autore: Augusto Santori
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Diego Piacentino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 200

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