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Gli studi di settore: un trade-off tra semplicità amministrativa ed equità del prelievo

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Capitolo I – La determinazione del reddito per fini impositivi 7 Così mentre astrattamente risulta difficile negare che sia più giusto tassare il reddito effettivamente percepito piuttosto che un reddito medio, o comunque fissato con criteri convenzionali, la riflessione teorica ci spinge parallelamente ad ipotizzare che è lo stesso reddito contabile a caratterizzarsi, sotto alcuni aspetti, per la sua natura convenzionale. Tale conclusione è effettivamente riscontrata non soltanto nella legislazione fiscale vigente, ma anche negli stessi criteri metodologici applicati nell’economia aziendale. Infatti, soltanto il reddito totale, determinabile nel momento in cui cessa l’attività economica formante l’oggetto dell’impresa, può essere considerato reddito effettivo. Un concetto che viene a concretizzarsi come intangibile, non determinabile, in coerenza con la stessa definizione temporale d’impresa. Innegabile è tuttavia l’esigenza, per scopi innanzitutto gestionali da parte del soggetto economico oltre che naturalmente di gettito riferiti all’amministrazione finanziaria, di verificare periodicamente i risultati conseguiti. Questi sono il frutto di una serie di regole, e pure di convenzioni contabili aggiungiamo, che la stessa dottrina aziendalistica detta attraverso specifici principi, poi interiorizzati dalla norma, posti a soluzione di talune difficoltà riscontrate nella determinazione della base imponibile: - si applica il principio di annualità del bilancio di esercizio, di fronte ad un fisiologico andamento variabile nel tempo dei fatti economici; - si ricorre spesso a presunzioni e stime contabili come nel caso dei beni in corso di lavorazione, dei crediti inesigibili, delle quote di ammortamento determinate secondo criteri obiettivamente non tali da poter essere in grado di rispondere a quel rigore che l’effettività di un risultato richiederebbe, cioè non in base all’ammortamento economico inteso come la residua possibilità di utilizzazione del bene strumentale; - si adottano eccessive semplificazioni, e talvolta arbitrarietà, nelle valutazioni di voci, quali il riporto delle perdite, le forme di ammortamento atipico, il valore delle rimanenze, spesso più orientate ad obiettivi di politica economica e di incentivazione degli investimenti che non al raggiungimento di quel reddito

Anteprima della Tesi di Augusto Santori

Anteprima della tesi: Gli studi di settore: un trade-off tra semplicità amministrativa ed equità del prelievo, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Augusto Santori Contatta »

Composta da 200 pagine.

 

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