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Gli studi di settore: un trade-off tra semplicità amministrativa ed equità del prelievo

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Capitolo I – La determinazione del reddito per fini impositivi 13 Un meccanismo di accertamento del reddito d’impresa e di lavoro autonomo che andava ad incidere indirettamente su i ricavi e i compensi dichiarati, attraverso l’applicazione di coefficienti di abbattimento determinati, avendo riguardo ai diversi settori economici maggiormente significativi. Questa norma merita particolare attenzione perché, proponendo una forma di accertamento extracontabile, veniva a rappresentare una deroga al principio di certezza delle scritture contabili, ossia al presupposto fondante della riforma del 1973. L’accertamento induttivo è utilizzato ora anche in presenza di registrazioni effettuate correttamente, qualora l’Ufficio accertatore presuma, sulla scorta di quegli accertamenti extracontabili predeterminati legislativamente, che i ricavi e i compensi non corrispondano al vero. Di certo le difficoltà e qualche limite non mancano neanche in questa impostazione, che taluni 13 non hanno mancato di definire “una necessaria risposta politica all’emergenza del momento”. Il provvedimento prevedeva che l’onere della prova restasse ancora in capo all’amministrazione che non sempre, attraverso le presunzioni qualificate degli indici extracontabili utilizzati, riusciva a smentire la contabilità del soggetto passivo. Inoltre, nel momento in cui le scritture contabili venivano ad essere smentite, l’ufficio si trovava a fare i conti con la necessità di determinare esso stesso il presupposto d’imposta, sulla base degli elementi a sua disposizione. Si trattava indubbiamente di un’operazione complessa in una realtà storicamente sviluppatasi sulla scia della rideterminazione contabile dell’imposta, ossia una realtà estranea a quegli stessi indici che l’avevano smentita. In ultima analisi, questo provvedimento innescava, ed innescò, un forte processo di adeguamento dei contribuenti in contabilità semplificata, e quindi sottoposti a un “rischioso” regime forfettario, alla contabilità ordinaria, andando ad accrescere di conseguenza la massa dei contribuenti sottoposti ai già numerosi obblighi formali imposti dalla norma. 13 E. LONGOBARDI, V. RAZZANO, “Il nuovo regime fiscale per le imprese minori e i lavoratori autonomi: verso un concetto di reddito normale?”, in M. Leccisotti (a cura di), Per un’imposta sul reddito normale, Il Mulino, Bologna, 1990, p. 291.

Anteprima della Tesi di Augusto Santori

Anteprima della tesi: Gli studi di settore: un trade-off tra semplicità amministrativa ed equità del prelievo, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Augusto Santori Contatta »

Composta da 200 pagine.

 

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