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Efficacia del modello alimentare mediterraneo sulla protezione da stress ossidativo nei diabetici

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Il concetto fondamentale che sta alla base della scienza dell'alimentazione è la varietà della dieta, per cui è contemplato il consumo di tutti gli alimenti, nel rispetto dell’apporto energetico. La caratteristica interessante della dieta mediterranea tradizionale è che gli alimenti di base sono combinati in maniera da esaltare le caratteristiche sensoriali e nutrizionali di ciascuno [9]. Anche in Italia la dieta mediterranea si è dimostrata, nel tempo, sostanzialmente adeguata alle esigenze climatiche ed ambientali italiane. Ma la profonda modifica delle abitudini sociali (orario continuato negli uffici e nei negozi, mense comunitarie, fast food) ha radicalmente mutato anche le abitudini alimentari della nostra popolazione inducendo comportamenti alimentari profondamente diversi dal passato. La dieta mediterranea è stata in buona parte “stravolta”, soppiantata da nuovi modelli di consumo che, avvicinandoci alle abitudini nord- americane, determinano squilibri alimentari e rischi di patologie ben noti agli abitanti di tali Paesi [10] (fenomeno indicato come "occidentalizzazione") [5]. I fattori ereditari e l'insieme delle condizioni ambientali sono parametri determinanti per lo sviluppo e il mantenimento dello stato di salute. Ma la nutrizione è il solo mezzo per raggiungere - sin dalla vita intrauterina - lo sviluppo massimo previsto dal potenziale genetico. Per tutta l'esistenza, inoltre, benessere fisico e psichico, resistenza alle malattie e, in definitiva, maggiore aspettative di vita, risultano strettamente dipendenti dall'adeguatezza dell'alimentazione. Non esiste un unico modello mediterraneo, poiché a seconda della storia, della cultura e delle tradizioni di un popolo ci sono delle varianti. La Sardegna è una regione che ha saputo difendere ed esaltare le proprie tradizioni alimentari. L'asprezza dell'ambiente naturale e la condizione di isola hanno permesso di conservare e di tramandare nel tempo l’uso delle pietanze più tipiche. Semplice e genuina la cucina sarda si basa prevalentemente sui prodotti della pastorizia e dell'agricoltura - per tanti secoli pilastri dell'economia isolana - e, più di recente, sui prodotti della pesca [3]. Le tradizioni alimentari della nostra isola (specie nelle zone interne) non hanno subito influenze o contaminazioni "esterne" nel corso dei secoli; questa è certamente una caratteristica dell'insularità. La maggior parte degli alimenti tipici sardi sono ancora oggi disponibili nella loro "forma" autentica: cioè sono esenti da sofisticazioni e da manipolazioni industriali [1]. La sapiente associazione di molti alimenti tipici sardi consente di avere dei "piatti unici" dove la composizione nei principali nutrienti (proteine, carboidrati e grassi) raggiunge livelli pressochè ideali, se rapportati alle percentuali oggi raccomandate rispetto al fabbisogno calorico giornaliero. La tipica alimentazione sarda offre diversi vantaggi di non trascurabile importanza come la semplicità della preparazione dei piatti, senza far ricorso a “intingoli” di complicata preparazione ed a condimenti elaborati [2,11]. L’efficacia del modello alimentare sardo già da diversi anni viene sperimentato dal gruppo di ricerca del Dott. Manai, primario di diabetologia del P.O. San Giovanni di Dio. In particolare si studiano gli effetti su soggetti affetti da una patologia diffusa in Sardegna: il diabete. La nostra regione detiene il triste record della più alta incidenza tra le regioni italiane. Il Diabete Mellito (DM) è una malattia eterogenea plurifattoriale, caratterizzata da anomalie metaboliche prevalentemente a carico del metabolismo glucidico [18]. Già da diversi anni per alcune patologie metaboliche e degenerative vengono “chiamati in causa” i radicali liberi. I radicali liberi sono atomi o molecole, caratterizzati dalla presenza di un elettrone spaiato nell’orbitale più esterno, sono specie chimiche estremamente instabili e reattive poiché tendono ad appaiare l’elettrone a danno di altri componenti [8]. La loro produzione è correlata soprattutto ai fenomeni di ossidazione, che comportano un flusso di elettroni dalle sostanze ossidate (che perdono elettroni) verso quelle ossidanti (che li ricevono), come l’ossigeno. I radicali liberi sono coinvolti in diverse patologie umane e nel processo fisiologico dell’invecchiamento. Il principale bersaglio dei radicali liberi è rappresentato dai lipidi delle membrane cellulari (lipoperossidazione), specie gli acidi grassi polinsaturi, a causa della loro natura chimica e della loro particolare conformazione a doppio strato regolare. Gli sconvolgimenti delle membrane cellulari, comprese quelle interne alla cellula, comportano alterazioni negli scambi tra comparti intra- ed extra-cellulari, fino a compromettere la sopravvivenza stessa della cellula. Tra i lipidi, oggetto preferenziale degli attacchi dei radicali liberi, figurano anche le lipoproteine LDL o a bassa densità ed in particolare le lipoproteine piccole e dense. A contatto coi radicali liberi vengono ossidate, con alterazione

Anteprima della Tesi di Giorgia Antoni

Anteprima della tesi: Efficacia del modello alimentare mediterraneo sulla protezione da stress ossidativo nei diabetici, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Giorgia Antoni Contatta »

Composta da 88 pagine.

 

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