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Efficacia del modello alimentare mediterraneo sulla protezione da stress ossidativo nei diabetici

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delle proprietà fisico-strutturali e delle attività biologiche, e trasformate in fattori causali del processo arteriosclerotico. Altro bersaglio cruciale d’attacco da parte dei radicali liberi è costituito dalle proteine e dagli acidi nucleici. Quando la produzione di radicali prevale sui processi antiossidanti si va incontro stress ossidativo [7]. Lo stress ossidativo si può analizzare, permettendo di valutare il reale stato delle nostre difese fisiologiche e di segnalare, in modo precoce, squilibri e tendenze verso gli stati patologici [27]. Per valutare lo stress ossidativo si misurano nel sangue (plasma, eritrociti e linfociti), i livelli di diversi parametri: sostanze antiossidanti che interrompono la catena di reazioni dovute ai radicali liberi; enzimi antiossidanti che distruggono direttamente i radicali liberi; acidi grassi polinsaturi, che sono componenti essenziali per la costruzione delle membrane biologiche e quindi di importanza vitale per la salute cellulare. Attualmente, in base a conclusioni specifiche, si ammette che i radicali liberi siano implicati nel diabete. Anche diversi studi [34] effettuati sugli animali hanno messo in evidenza che i radicali liberi sono responsabili della distruzione delle cellule delle insule pancreatiche, in casi di diabete insulino-dipendente. Le cellule delle insule sono particolarmente sensibili all’attacco radicalico poichè hanno scarse diffese. Nel diabetico è presente un’alterazione del metabolismo dell’acido ascorbico; infatti l’iperglicemia impedisce l’intake della vitamina. Inoltre, poiché l’ascorbato è richiesto per rigenerare la Vit. E, viene ossidato ad Ac. Deidroascorbico. Nel soggetto sano, quest’ultimo, è riconvertito ad ascorbico; nel diabetico questo non avviene per cui il deidroascorbico può agire da tossico e distruggere le cellule. Il nostro organismo, tuttavia, possiede tutta una serie di sofisticate ed efficienti difese antiossidanti che sono, di norma, sufficienti a proteggerci dai rischi dei processi perossidativi. Tali sistemi, molto articolati e complessi, possono svolgere la loro azione a livello intra- ed extracellulare, e si distinguono in sistemi di protezione enzimatica e non enzimatica [35]. Questi ultimi sono particolarmente interessanti perché possono essere modificati con la dieta. Il termine "antiossidante" ha applicazioni alquanto generiche, in quanto si riferisce a molecole con caratteristiche chimico-fisiche e meccanismi d'azione assai diversi. I meccanismi d'azione degli antiossidanti si diversificano notevolmente, e vanno dal blocco della generazione di radicali, a quello della loro propagazione. E' stato rilevato che la valutazione del potere protettivo degli antiossidanti naturalmente presenti nella dieta non si limita solo alla capacità di bloccare direttamente i radicali liberi o la perossidazione indotta dall'interazione di questi ultimi con le strutture lipidiche presenti nelle membrane, ma possiede la capacità di interagire con gli enzimi destinati alla trasformazione della sostanza da procancerogena a cancerogena e/o all'attivazione dei processi di detossificazione dei cancerogeni [4]. Tutti questi meccanismi si attuano prima che le reazioni a catena iniziate dal cancerogeno si propaghino fino al DNA, danneggiandolo. Quindi essi riguardano l'effetto di protezione che si esplica a livello della fase iniziale della cancerogenesi o iniziazione. L’organismo controlla e inattiva i radicali liberi, presenti al suo interno, con una strategia complessa ed estremamente efficace. L’organismo utilizza molti composti di origine alimentare, di tipo vitaminico e non, dotati di azione antiossidante, che si caratterizzano per il diverso meccanismo d’azione, per la specificità dei siti d’intervento e per l’effetto sinergico globale da essi esplicato [24]. I più importanti sono: - La vitamina E: essendo liposolubile, si localizza nello spessore della membrana cellulare, nella quale penetra agevolmente, e dove svolge un ruolo di protezione dei lipidi di membrana operando la cessione di elettroni ai radicali liberi endocellulari circolanti. - La vitamina C: idrosolubile e quindi liberamente circolante nei fluidi corporei, svolge il compito di "scavenger" di radicali liberi e consente alla vitamina E, trasformata in radicale tocoferilico, di riacquistare il suo assetto elettronico iniziale. - La vitamina A e i carotenoidi: liposolubili, affiancano l’attività della vitamina E essendo più efficaci in condizioni di bassa tensione di ossigeno ( ad es. nei tessuti ischemici). Il betacarotene è uno dei più potenti eliminatori dell’ossigeno singoletto. - Il glutatione (γ-glutammil-cisteinil-glicina): esercita un’azione antiossidante distribuita in diverse fasi: è elemento essenziale del sistema enzimatico endocellulare della glutatione-

Anteprima della Tesi di Giorgia Antoni

Anteprima della tesi: Efficacia del modello alimentare mediterraneo sulla protezione da stress ossidativo nei diabetici, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Giorgia Antoni Contatta »

Composta da 88 pagine.

 

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