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Efficacia del modello alimentare mediterraneo sulla protezione da stress ossidativo nei diabetici

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Descrizione dei risultati I risultati ottenuti dall’elaborazione dei dati sono stati raccolti in tabelle e/o espressi mediante grafici. In base ai valori di normalità del B.M.I. il 14% dei soggetti risulta normopeso, il 46% sovrappeso, il 31% obeso di 1 a classe e il 9% obeso di 2 a classe. Valutazione 14% 46% 31% 9% Normopeso Sovrappeso Obeso 1a classe Obeso 2a classe In base ai dati comportamentali riportati nei quaderni-questionari risulta che il 51% dei soggetti svolge un’attività fisica leggera e il restante 49 % svolge un’attività fisica moderata. Mediante questionario è stato chiesto ai pazienti quale fosse la frequenza e la modalità di consumo dei seguenti alimenti ricchi in selenio e zinco [32,39]: carne (agnello, coniglio, maiale, manzo, pollo/tacchino e vitello) salumi (prosciutto crudo, prosciutto cotto e bresaola) frattaglie (fegato di bovino, fegato di suino e rene di bovino) pesce e prodotti ittici (acciughe, cozze, gamberi, merluzzo, ostriche, seppie/polpi, sgombro, sogliola e tonno sott’olio) formaggi (crescenza, emmenthal, mozzarella, parmigiano e provolone) legumi (ceci, fagioli e lenticchie) frutta secca (arachidi, mandorle e noci) Per quanto riguarda il consumo delle carni si osserva che la carne di agnello è consumata occasionalmente dal 63% dei soggetti; la carne di coniglio è consumata 1-2 volte al mese dal 51% dei soggetti; mentre le carni consumate più di frequente (1-2 volte la settimana) sono quelle di maiale (42% dei soggetti), pollo/tacchino (67%), manzo (55%) e vitello (48%). Inoltre, risulta che le carni fresche sono preferite a quelle surgelate dal 79% dei soggetti. I salumi sono consumati in quantità inferiore rispetto alle carni fresche e in particolare il consumo di bresaola è limitato al 16% dei soggetti. Simili risultati riguardano il consumo di frattaglie, che risultano non essere consumate dalla maggior parte dei pazienti. Il consumo del pesce e dei prodotti ittici è inferiore rispetto al consumo delle carni; inoltre alcuni prodotti come ostriche, acciughe e sgombro, non vengono quasi mai consumati; invece la frequenza maggiore è attribuita al consumo di seppie/polpi e di merluzzo (1-2 volte al mese) e al tonno sott’olio (1-2 volte la settimana). Anche in questo caso gli alimenti freschi sono preferiti a quelli surgelati dal 73% dei soggetti. Per quanto riguarda il consumo dei formaggi si nota che hanno una frequenza elevata soltanto il parmigiano (79% per 3-4 volte la settimana) e la mozzarella (53% per 1-2 volte la settimana). I legumi entrano a far parte della dieta 1-2 volte la settimana per oltre il 50% dei soggetti, e la modalità di consumo è varia (freschi, secchi, in scatola). La frutta secca, ovviamente, viene consumata da circa il 60% dei soggetti solo occasionalmente.
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Efficacia del modello alimentare mediterraneo sulla protezione da stress ossidativo nei diabetici

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Informazioni tesi

  Autore: Giorgia Antoni
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze Biologiche
  Relatore: Licia Carbini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 88

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Parole chiave

alimentazione
biologia
diabete
dieta mediterranea
glutation perossidasi
glutatione
radicali liberi
selenio
stress ossidativo

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