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Informatica e diritto 13 L’adozione di questo approccio avrebbe determinato “un mutamento di mentalità dello studioso e dell’operatore del diritto, costretti, l’uno e l’altro, a staccarsi dagli schemi fondamentali del formalismo giuridico a cui erano abituati, giacché il diritto veniva considerato come un universo scritto sui codici e la cultura giuridica era ritenuta puramente umanistica ed anzi libresca” 6 . E’ interessante notare come, già allora, all’innovazione tecnologica considerata in re ipsa facesse seguito una riflessione sul cambiamento di mentalità, di approccio e di modus operandi che lo strumento informatico avrebbe prima reso solamente possibile, poi imposto in considerazione dei nuovi ritmi di lavoro, e di vita, che la “società dell’informazione” avrebbe progressivamente introdotto. Una definizione matura, che tiene pertanto conto di tutti gli elementi fin qui esposti, è quella di Ettore Giannantonio 7 : “Il diritto è norma. La norma prevede i fatti giuridici, ossia i fatti dai quali derivano conseguenze giuridiche, e le attività, cioè il complesso degli atti posti in essere da un determinato soggetto per l’espletamento di una funzione o di un servizio pubblico. L’informatica giuridica può, quindi, avere per oggetto norme, fatti, attività; ed a seconda dell’oggetto può distinguersi in informatica delle fonti o informatica normativa, informatica dei fatti giuridici o informatica documentaria e informatica di gestione o informatica giudiziaria. Il valore di tali distinzioni e definizioni è fondato sull’utilità pratica di comprendere sotto un solo nome una serie di fenomeni simili o funzionalmente collegati e distinguerli – così facendo – da altri fenomeni dissimili”. Secondo questa definizione, diventa quindi possibile suddividere gli ambiti di applicazione dell’informatica giuridica in tre macro-categorie: informatica normativa, intesa come trattamento e memorizzazione delle informazioni necessarie all’applicazione del diritto; informatica giuridica documentaria, intesa come trattamento e memorizzazione di informazioni relative a fatti giuridici diversi dalle fonti; informatica giudiziaria, intesa infine come automazione e semplificazione di tutti i procedimenti coinvolti nell’attività giudiziaria e degli uffici legali in genere. Il primo fine riconosciuto all’informatica giuridica è quindi quello di organizzare, catalogare, correlare dati e norme con l’obiettivo di eliminare ridondanze, ripetizioni, ambiguità, disomogeneità nella descrizione e nel trattamento di fattispecie analoghe. 6 FROSINI V., come riportato in SIINO E., Pubblica Amministrazione e tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), Palermo, 2002. 7 GIANNANTONIO E., Introduzione all’informatica giuridica, 1984.
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Informazioni tesi

  Autore: Marco Soprani
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Giorgio Cugurra
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 254

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