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La distribuzione nell'industria cinematografica

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17 La struttura industriale in cui le imprese major integravano tutte le attività dell’offerta si sviluppò, nel corso degli anni Trenta, in un sistema oligopolistico: l’ingresso nel mercato diventò soggetto al controllo da parte delle imprese major attraverso l’assegnazione di diverse classi di visione alle sale. Questo processo creò barriere alla distribuzione dei prodotti, discriminando l’accesso del pubblico ad uno specifico prodotto. Agli esercizi indipendenti dai circuiti affiliati vennero assegnate posizioni più basse nei cicli di visione e periodi più lunghi di attesa per la programmazione dopo l’esaurimento dei cicli precedenti. Nessuna delle Majors realizzava internamente un numero di film sufficiente a saturare la propria rete distributiva e la capacità del proprio circuito affiliato, quindi dipendeva dall’offerta esterna soddisfatta primariamente dalle altre Majors. Il sistema oligopolistico creato dalle imprese hollywoodiane integrate dipendeva dall’esistenza di forti barriere all’entrata legate non a vantaggi di costo o differenziazione nella produzione, bensì ad economie di scala nelle attività di distribuzione ed esercizio. Il comportamento collusivo escludeva da un’ampia quota del mercato di sbocco delle sale imprese di produzione e di distribuzione non integrate. L’allocazione cooperativa del mercato finì per impedire anche ai produttori indipendenti di ottenere dalle Majors l’accesso al mercato cinematografico di prima visione, a meno che i loro film non fossero commercializzati attraverso le stesse imprese integrate. Anche se le strategie di marketing erano determinate dalle decisioni delle Majors, il controllo sul settore non era assoluto: le imprese major e minor erano in competizione per distribuire le scarse produzioni indipendenti. Inoltre, tutti i distributori erano concorrenti nel mercato del noleggio di seconda visione e delle sale indipendenti dai circuiti. Un certo grado di concorrenza, anche se limitato dalla prevalenza di contratti a lungo termine, esisteva anche nel comparto della produzione: gli studio si sfidavano per l’acquisizione delle storie e delle star. Ciascuno studio si organizzò attraverso una struttura multi-funzionale (lavorazione, fotografia, attività artistiche, costumi, ricerca, …) e furono create nuove figure professionali tecniche e creative. La maggiore standardizzazione ricercata nella produzione, tuttavia, richiedeva di essere combinata con la differenziazione creativa.

Anteprima della Tesi di Omar Pesenti

Anteprima della tesi: La distribuzione nell'industria cinematografica, Pagina 14

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo

Autore: Omar Pesenti Contatta »

Composta da 242 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.