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La distribuzione nell'industria cinematografica

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7 Le prime fasi dello sviluppo dell’industria furono caratterizzate da una stretta relazione tra la fabbricazione e la commercializzazione di componenti hardware (la produzione di macchinari per la registrazione e la proiezione) e software (la realizzazione di prodotti cinematografici), sia negli Stati Uniti che in Europa. I film consistevano in cortometraggi, brevi sequenze di vita quotidiana oppure situazioni comiche, ancora privi di forma narrativa 2 . L’attività di produzione era caratterizzata da un processo in cui la divisione del lavoro era molto limitata: l’ideazione e la realizzazione del prodotto non erano separate l’una dall’altra e potevano essere gestite efficacemente da un solo individuo, il regista-cameraman. Negli Stati Uniti, Raff & Gammon, agente di vendita per il business del Kinetoscope, nel 1896 firmò un contratto con Armat per ottenere i diritti di produzione e distribuzione del suo proiettore, il Vitascope. La società costituì un sistema di distribuzione chiamato states rights owners: un insieme di soggetti acquisiva i diritti esclusivi di vendere le apparecchiature nell’ambito di un determinato territorio, ma acquisiva anche l’opzione di suddividere ciascun territorio attraverso ulteriori sub- licenze. I prezzi dei prodotti cinematografici variavano in relazione alla tipologia di soggetto, mentre gli apparecchi venivano noleggiati ai licenziatari in cambio di una commissione mensile. La proiezione avveniva in luoghi già destinati ad ospitare altre forme di intrattenimento, come i teatri vaudeville 3 , oppure gli spettacoli itineranti. Tra il 1896 e il 1897 iniziarono a comparire i primi cloni del Vitascope, soprattutto a New York; i nuovi concorrenti indebolirono l’organizzazione economica del sistema basato sulle licenze e fecero venire a galla alcuni problemi di ordine tecnico ed economico della Raff & Gammon: una certa carenza di offerta di prodotti cinematografici, una limitata disponibilità di addestramento locale richiesto per fare funzionare il Vitascope e la necessità di dover utilizzare l’energia elettrica. Questi problemi favorirono l’entrata nel mercato statunitense di alcuni prodotti concorrenti. 2 Ad esclusione della produzione del pioniere Méliès, che fin da subito propose cortometraggi in forma narrativa. Tuttavia Méliès dedicò la propria attività più a coltivare l’espressione artistica e creativa piuttosto che quella tecnica. Restò sempre un soggetto marginale nello sviluppo del settore cinematografico, anche se le sue produzioni definirono i modi rappresentativi e stilistici del primo Cinema. 3 Teatri di varietà che combinavano numeri musicali e comici e che incontravano in quel periodo grande successo.

Anteprima della Tesi di Omar Pesenti

Anteprima della tesi: La distribuzione nell'industria cinematografica, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo

Autore: Omar Pesenti Contatta »

Composta da 242 pagine.

 

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