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Il contratto a termine nel pubblico impiego

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5 devoluzione di potere normativo alla contrattazione collettiva operata dalla legge 1 . La contrattazione, infatti, era già pervenuta a degli allargamenti della casistica sul ricorso ai contratti a termine come per l'ammissibilità della compresenza del sostituto e del sostituito per consentire il passaggio delle consegne, o per la sostituzione "a cascata", cioè non necessariamente del lavoratore assente 2 ; si tratta tuttavia di correttivi che in larga parte hanno sancito orientamenti cui già era pervenuta la giurisprudenza e che in sostanza hanno portato ad una liberalizzazione ancora incompleta dei contratti a termine, visti pur sempre come eccezione rispetto alla tipologia ordinaria di reperimento del personale. L'evoluzione della disciplina legislativa e contrattuale a partire dalla legge 230 è stata quindi indubbia ma il tradizionale disfavore verso questa forma di lavoro precario non si è del tutto dissolto tanto che, prima del recente intervento legislativo in attuazione di una direttiva dell'Unione europea 3 , il ricorso al lavoro a termine era ancora circoscritto ad alcune causali ben precise e puntualmente disciplinate 4 . 1 Ci si riferisce all'art. 23 della legge 56 del 1987, che ha riconosciuto alla contrattazione il potere di integrare le causali di legge che legittimano il ricorso ai contratti a termine. 2 Cfr. art. 7, commi 4 e 5 del CCNL 14.9.2000 per il personale del comparto delle Regioni e delle Autonomie locali. 3 La direttiva UE 70/99, recepita dal decreto legislativo 368, raccoglie integralmente l'accordo CES-UNICE-CEEP sul lavoro a tempo determinato e si colloca quindi nell'area del c.d. dialogo sociale. L'accordo afferma che "…i contratti di lavoro a tempo indeterminato sono e continueranno ad essere la forma comune dei rapporti di lavoro…", dichiarazione che è un indubbio passo in avanti rispetto alla vecchia impostazione del contratto a termine visto solo come eccezione. 4 La legge base (230 del 1962) consentiva con molte cautele il ricorso al lavoro a termine, considerato un'eccezione rispetto a quello a tempo indeterminato. Sul finire degli anni settanta sono state introdotte alcune aperture per particolari settori ma si è dovuto attendere la legge 56 del 1987 per promuovere la via contrattuale all'individuazione di ulteriori tipologie. Nel '91 la legge 223 introduceva un'ulteriore tipologia (quella dell'assunzione a termine di lavoratori in mobilità) ma è solo dal '97, con la legge Treu che vengono apportate significative flessibilizzazioni sul lavoro a termine, in concomitanza con l'introduzione del lavoro temporaneo, senza peraltro rimuovere completamente l'atteggiamento di grande cautela verso il ricorso al lavoro a termine.
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Il contratto a termine nel pubblico impiego

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Informazioni tesi

  Autore: Antonio Damiano
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Diritto del lavoro e relazioni industriali
Anno: 2003
Docente/Relatore: Giuseppe Ferraro
Istituito da: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 123

FAQ

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Parole chiave

contratto a tempo determinato
d.lgs. 368/2001
flessibilità
lavoro pubblico

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