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Destalinizzazione e autonomia socialista nelle pagine de "L'Espresso" (1956-1958)

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12 Nelle prime riunioni la direzione collegiale cercò un accordo su diverse questioni: decise di aumentare i salari e ridurre i prezzi al consumo, adottò un decreto di amnistia per coloro che dovevano scontare pene inferiori a cinque anni di carcere, riabilitò alcuni uomini accusati di complotto da Stalin e in seguito anche altre vittime delle purghe staliniane, e, in tema di politica estera, cercò di fare uscire il paese dall’immobilismo. Tuttavia nel giro di poche settimane si aprì una frattura all’interno del gruppo dirigente e ebbe inizio una lotta politica che portò poi alla concentrazione dei poteri nelle mani del solo Kruscev. “L’Espresso” pubblicò, nel giugno del ’56, un’indagine di Sandro De Feo sulla destalinizzazione, che aveva ad oggetto il modo in cui Kruscev era riuscito a prevalere all’interno della direzione collegiale: Malenkov, dopo la morte di Stalin, gli affidò la guida del partito, forse perché riteneva di non dover accumulare più cariche da solo, e Kruscev non si fece problemi a mettersi contro di lui, facendosi portavoce di coloro che si sentivano danneggiati dalle riforme ideate da Malenkov, cioè dell’esercito, contrario alla politica dei beni di consumo a scapito dell’industria pesante, della vecchia guardia staliniana, contraria alla distensione in politica estera, e della polizia e del partito, contrari alla distensione interna. Kruscev sferrò il primo attacco a Malenkov nell’ambito del Praesidium, ma visto che il capo del governo non voleva arrendersi, propose di portare la questione davanti al Comitato Centrale (C.C.) del partito. Era una novità perché con Stalin tutto veniva risolto nell’ambito ristretto del Praesidium, composto da circa dieci persone contro le 130 del C.C., ma se anche poteva sembrare un modo di liberalizzare la vita interna del partito, in realtà, come affermò De Feo, “era per Kruscev il modo più sicuro e rapido di decidere a suo favore la questione del potere” 21 , visto che il C.C. era ormai composto da uomini di sua fiducia, entrati in seguito alla destituzione o al trasferimento dei vecchi funzionari. Per liberarsi di Malenkov, Kruscev si servì di Dmitrij Scepilov, uno dei dottrinari più rigorosi del regime, il quale aveva il compito di trovare le giustificazioni teoriche negli scritti di Marx e Lenin delle scelte politiche 21 S. De Feo, Tutti i capi in Russia sono uguali ma Kruscev è più uguale degli altri, “ L’Espresso”, 3 giugno 1956, n.23.

Anteprima della Tesi di Silvia Tambellini

Anteprima della tesi: Destalinizzazione e autonomia socialista nelle pagine de "L'Espresso" (1956-1958), Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Silvia Tambellini Contatta »

Composta da 164 pagine.

 

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