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Destalinizzazione e autonomia socialista nelle pagine de "L'Espresso" (1956-1958)

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2 cambiamento. Benedetti e Scalfari chiesero ad Adriano Olivetti, il padrone dell’omonima azienda di macchine per scrivere, di finanziare il loro progetto, che era poi quello di creare un giornale per il mercato, che non fosse come “Il Mondo” solo un giornale di gruppo rivolto ad un pubblico d’élite. Olivetti era interessato, però chiarì che non poteva permettersi di sostenere da solo tutti i costi e si impegnò quindi a cercare altri finanziatori, fra cui Enrico Mattei, fondatore dell’Eni 3 . Mattei si dimostrò disposto a stanziare una cifra superiore rispetto a quella di Olivetti o anche a farsi carico interamente di tutte le spese da affrontare, ma Benedetti e Scalfari ebbero qualche esitazione perché temevano di assoggettarsi ad un padrone e di compromettere quindi l’indipendenza del giornale. Di fronte all’impossibilità di trovare altri soci e dopo averci pensato a lungo, decisero di accettare l’offerta di Olivetti, cioè quella di dare vita a un settimanale invece che a un quotidiano, perché comportando costi minori avrebbe potuto sostenerli. La spinta decisiva all’uscita dell’“Espresso” venne in seguito a uno scandalo che coinvolse Gualtiero Jacopetti, il direttore di “Cronache”: il suo arresto portò il proprietario, Roberto Tumminelli, a liquidare il giornale e ad acquistare una quota dell’“Espresso”. Così i giornalisti di “Cronache” e i fuoriusciti dell’“Europeo” iniziarono a lavorare insieme sotto la direzione di Benedetti. La redazione originaria dell’“Espresso” era così composta: Benedetti direttore, Scalfari direttore amministrativo e redattore per l’economia, Carlo Gregoretti impaginatore, Fabrizio Dentice, Enrico Rossetti, Sergio Saviane, Paolo Pernici, Mauro Agatoni, Franco Lefèbvre, Marialivia Serini redattori, Lily Marx segretaria di redazione. Il primo numero vendette oltre 100.000 copie, poi si assestò sulle 60/70.000. Benedetti e Scalfari scelsero “L’Espresso” come nome rifacendosi all’“Express” di Jean-Jacques Servan Schreiber “che proprio in quel periodo era diventato il giornale di punta della sinistra democratica francese” 4 . La parola d’ordine di cui il giornale doveva tenere conto era “Anni sessanta”, cioè socialismo, industria, libertà. Dedicarono molto tempo, con l’aiuto di 3 Mattei nell’aprile del ‘56 fondò “Il Giorno”, quotidiano finanziato dall’Eni e diretto da Gaetano Baldacci. 4 E. Scalfari, La sera andavamo in via Veneto, Milano, Arnoldo Mondatori Editore, 1986, p.176.

Anteprima della Tesi di Silvia Tambellini

Anteprima della tesi: Destalinizzazione e autonomia socialista nelle pagine de "L'Espresso" (1956-1958), Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Silvia Tambellini Contatta »

Composta da 164 pagine.

 

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