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Il principio nominalistico nelle obbligazioni pecuniarie

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4 2. Il fondamento politico-economico. In una economia sviluppata come quella moderna, il criterio nominalistico di quantificazione della prestazione garantisce una maggiore certezza nelle contrattazioni e sicurezza nei traffici rispetto al criterio opposto. Gli operatori economici infatti, al fine di pianificare efficacemente la propria azione sul mercato, hanno la necessità di predeterminare anticipatamente e con certezza i costi che dovranno sostenere 2 . Il principio nominalistico permette appunto al soggetto economico di considerare le proprie obbligazioni pecuniarie come entità costanti, senza che sul loro ammontare possano influire eventuali mutamenti del potere d’acquisto della moneta 3 . Sotto questo aspetto tale principio, oltre ad evitare un gran numero di controversie 4 , permette il perseguimento dell’interesse superiore dell’economia nazionale, in quanto la disponibilità di fattori di calcolo costanti, garantendo la certezza delle contrattazioni, stimola la produzione. Questa convinzione 2 Cfr. E. Quadri, Principio nominalistico e disciplina dei rapporti monetari, I, Profili generali, Milano, 1979, 70. 3 Cfr. la Relazione al codice civile, n°592, in cui viene sottolineata “l’esigenza razionale della vita economica di raffigurare i debiti pecuniari come entità costanti e cioè di ridurre a certezza l’entità economica di ogni debito”. 4 Cfr. A. Di Majo, Le obbligazioni pecuniarie, Torino, 1996, 58, il quale sottolinea le difficoltà che incontrerebbe il giudice nello stabilire la misura della modificazione dell’ammontare nominale dei debiti.

Anteprima della Tesi di Martino Colombo

Anteprima della tesi: Il principio nominalistico nelle obbligazioni pecuniarie, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Martino Colombo Contatta »

Composta da 189 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.