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Il ciclo elettronucleare nello scenario energetico mondiale. Stato dell'arte e dinamiche evolutive

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6 L’energia prodotta dalla combustione del petrolio necessaria per muovere una nave è energia utilizzabile, ovvero a bassa entropia. L’enorme quantità di calore contenuta nell’oceano, infinitamente maggiore del calore prodotto dal petrolio che spinge la nave, è energia difficilmente utilizzabile, cioè ad alta entropia. L’uomo può trarre utilità solo da quelle situazioni che, trovandosi in uno stato di alta qualità (bassa entropia), possono essere modificate evolvendo verso stati di alta entropia. L’energia evolve spontaneamente verso stati di minore utilizzabilità e questa è la direzione più probabile di ogni trasformazione spontanea (3). Fin dalla sua comparsa sulla terra, la preoccupazione primaria che ha accompagnato l’uomo è stata la ricerca di fonti di energia. Dapprima l’unica energia conosciuta era quella muscolare: gambe per spostarsi e braccia per cacciare, raccogliere, trasportare, costruire e modificare attrezzi. Il secondo passo fu addomesticare alcune specie d’animali: le stesse che prima erano preda di caccia divennero, in un secondo momento, preziose fonti di energia per sostituire quella muscolare. Il fuoco fu impiegato inizialmente come fonte di calore e più tardi anche per cuocere gli alimenti. Ma dovette passare molto tempo, fino alla rivoluzione industriale del XVIII secolo e all’invenzione della macchina a vapore, prima che fosse utilizzato per produrre energia meccanica. Di fatto, per secoli, nel mondo antico la principale fonte d’energia rimase quella muscolare, umana e animale, e la grande abbondanza di schiavi rendeva poco attraente la prospettiva di cercare nuove fonti di energia. Le prime fonti energetiche che non fossero in qualche modo legate all’apparato muscolare di un essere vivente furono ricercate nel mondo naturale: l’acqua e il vento. Il modo più importante con cui l’uomo riuscì a sfruttare la forza del vento fu la navigazione a vela. Le gradi scoperte geografiche della metà del XV secolo in poi furono possibili proprio grazie al sempre più attento sfruttamento del vento per la propulsione delle navi: sarebbe stato irrealistico partire alla scoperta dei grandi oceani fidando esclusivamente sulla forza propulsiva, seppur ausiliare, del remo. Solo con la rivoluzione industriale si cominciò a sostituire sistematicamente la forza muscolare con quella delle macchine. Dapprima L’invenzione della macchina a vapore, utilizzata in postazioni fisse o mobili, successivamente la scoperta dell’elettricità fornirono un forte impulso all’industrializzazione e alla produzione di merci su vasta scala.

Anteprima della Tesi di Brigida Bianchini

Anteprima della tesi: Il ciclo elettronucleare nello scenario energetico mondiale. Stato dell'arte e dinamiche evolutive, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Brigida Bianchini Contatta »

Composta da 106 pagine.

 

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