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Rilevazione del burnout e delle strategie di coping in un campione di ausiliari socio-assistenziali

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13 L’esaurimento emotivo è, quindi, la sensazione di aver oltrepassato i propri limiti sia fisici sia emotivi, sentendosi incapaci di rilassarsi e recuperare e ormai privi dell’energia per affrontare nuovi progetti o persone. La depersonalizzazione consiste nella risposta negativa nei confronti delle persone che ricevono la prestazione professionale. In questa condizione l’operatore cerca di evitare il coinvolgimento emotivo con un atteggiamento burocratico e distaccato e con comportamenti di rifiuto o palese indifferenza verso l’utente. Questi atteggiamenti negativi di distacco, cinismo, freddezza e ostilità costituiscono il tentativo di proteggere se stessi dall’esaurimento e dalla delusione, riducendo al minimo il proprio coinvolgimento nel lavoro. Una frequente conseguenza della depersonalizzazione è la percezione del senso di colpa da parte dell’operatore. La ridotta realizzazione personale è la sensazione che nel lavoro a contatto con gli altri la propria competenza e il proprio desiderio di successo stiano venendo meno. L’operatore si percepisce come inadeguato e incompetente sul lavoro e perde la fiducia nelle proprie capacità di realizzare qualcosa di valido. La motivazione al successo cala drasticamente, l’autostima diminuisce e possono emergere sintomi di depressione. In questa condizione è possibile che il soggetto si rivolga alla psicoterapia oppure decida di cambiare lavoro. Queste tre dimensioni sono valutabili con il Maslach Burnout Inventory, un questionario che è stato utilizzato in molte ricerche e ha fornito conferme sperimentali al modello della Maslach (Maslach e Jackson, 1981). Confrontando il modello con gli studi precedenti sull’argomento, Maslach e collaboratori sottolineano che la depersonalizzazione appare come la dimensione distintiva del burnout, ma anche la meno analizzata nelle ricerche sullo stress. Nei vari studi sullo stress sono stati invece più ampiamente considerati gli aspetti dell’esaurimento emotivo e della realizzazione personale, analizzata soprattutto nei termini di autostima e self-efficacy. Questo porta a concludere che ciò che rende il burnout una sindrome specifica, e distinta dallo stress, non sono tanto le sue cause e le reazioni di tensione o insoddisfazione, quanto i sintomi legati ai rapporti interpersonali che si creano nelle relazioni d’aiuto, come il distacco dagli utenti o l’indifferenza.

Anteprima della Tesi di Alberta Notti

Anteprima della tesi: Rilevazione del burnout e delle strategie di coping in un campione di ausiliari socio-assistenziali, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Alberta Notti Contatta »

Composta da 128 pagine.

 

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