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Rilevazione del burnout e delle strategie di coping in un campione di ausiliari socio-assistenziali

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6 Il risultato di questa convinzione è il tentativo di fuggire psicologicamente dalla situazione e di allontanare ulteriori tensioni e disagi attraverso atteggiamenti di distacco e comportamenti di evitamento. Mentre questa descrizione della sindrome si focalizza sul cambiamento della motivazione del soggetto, Maslach (1982) definisce il burnout come una reazione ad un sovraccarico emotivo dovuto alle richieste del lavoro e caratterizzata dal distacco dagli utenti. Pur esistendo definizioni diverse della sindrome del burnout gli autori concordano nel considerarlo non un evento, ma un processo che si sviluppa diversamente a seconda delle caratteristiche soggettive e del contesto sociale. La sindrome del burnout, che all’inizio può apparire come semplice stanchezza o tensione, si sviluppa in modo lento e graduale, ma in assenza di interventi i suoi sintomi tendono a cronicizzarsi. Per quanto riguarda l’eziologia del burnout, si può affermare in generale che esso sorge a partire da una condizione di stress, nelle situazioni in cui si percepisce che le proprie risorse non sono sufficienti per far fronte alle richieste che provengono sia dal lavoro sia dai bisogni e valori personali. Nelle professioni di aiuto le richieste lavorative sono particolarmente intense in quanto all’operatore si chiedono prestazioni e competenza per farsi carico del benessere dei propri utenti, i quali spesso sono portatori di aspettative irrealistiche riguardo all’aiuto che possono ricevere. Alle richieste dell’utente si aggiungono quelle dell’organizzazione che possono essere la vera causa del burnout, anche se poi i suoi sintomi si riversano sugli utenti. L’operatore, quindi, da un lato si trova a gestire i bisogni individuali dell’utente e i rapporti con la sua famiglia e dall’altro si scontra con gli aspetti dell’istituzione dove lavora, trovandosi a confronto con la limitatezza delle risorse del servizio e con l’esigenza di rispettare tempi, mansioni, procedure e relazioni con i colleghi. Nelle persone che lavorano in questi ambiti sono spesso presenti forte motivazione personale e aspettative elevate verso se stessi e le proprie capacità d’aiuto, legate alla sensazione che il proprio miglioramento personale si realizzi attraverso lo stare meglio degli altri. Considerato che, nelle professioni d’aiuto, le richieste sono molte e le aspettative elevate, è facile che sorga lo stress dovuto alla discrepanza tra queste aspettative e gli ideali del soggetto da un lato e la dura realtà del lavoro quotidiano dall’altro. Nei casi in cui per vari motivi l’operatore non riesce a raggiungere i suoi obiettivi, proverà sentimenti di frustrazione, senso di incapacità e inefficienza.

Anteprima della Tesi di Alberta Notti

Anteprima della tesi: Rilevazione del burnout e delle strategie di coping in un campione di ausiliari socio-assistenziali, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Alberta Notti Contatta »

Composta da 128 pagine.

 

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