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Universi che (non) cadono a pezzi: la negazione dell'apparenza in Do Androids Dream of Electric Sheep? di Philip K. Dick e Blade Runner di Ridley Scott

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8 comunità di esseri umani che siano riusciti ad utilizzare la parola, dopo aver imparato a comunicare i propri bisogni personali, avranno iniziato a raccontare avvenimenti che riguardassero qualche compagno di caccia o di battaglia 2 . Con l’affinarsi della padronanza del linguaggio e con lo studio della dialettica, l’uomo ha imparato a costruire narrazioni sempre più complesse, in cui i protagonisti erano più di uno, nelle quali l’esposizione dei fatti era volutamente ambigua, dove alla fine del racconto i rapporti tra i personaggi erano totalmente cambiati rispetto all’inizio della vicenda 3 . Questa capacità di inventare storie da raccontare si è arricchita con la possibilità di attingere da molteplici aspetti della vita quotidiana, che possono essere combinati per ottenere ibridazioni di genere: oggi è normale leggere un romanzo storico - politico con risvolti rosa, assistere alla proiezione di un film giallo di fantascienza con viaggi nel tempo, giocare ad un videogioco tratto da un film o da un libro, leggere un fumetto ambientato nel medioevo con risvolti magico - mistici, guardare un telefilm ambientato in un pronto soccorso o che parla di medicina legale e polizia scientifica, vedere uno spot pubblicitario o un video musicale che riprendono scene da film famosi 4 . Con l’avanzamento tecnologico dei mezzi a disposizione dell’autore si è giunti a creare storie senza attori in carne e ossa: dai fumetti si è passati ai cartoni animati per giungere a film in cui sono stati fatti ‘recitare’ copie digitali di attori defunti e poi infine film interamente creati al computer, con una verosimiglianza tale da avvicinarsi molto alla realtà. Il racconto di una storia prevede sempre la presenza di un protagonista, la cui parte nella vicenda occupa uno spazio ed un tempo molto rilevante: solitamente viene in qualche modo introdotto all’inizio dell’opera, come in Do Androids Dream of Electric Sheep?, o poco dopo, come in Blade Runner. Anche la conclusione della narrazione 2 Cfr. R. SCHOLES, The Nature of Narrative, Oxford University Press, Londra 1968 3 Cfr. N.FRYE, Anatomia della Critica, Einaudi Torino 1969, pag. 71-73 4 Cfr. I.CHAMBERS, The Metropolitan Experience , Methuen&co., Londra 1986, pag. 119.

Anteprima della Tesi di Alessandro Rocchetti Bellinzoni

Anteprima della tesi: Universi che (non) cadono a pezzi: la negazione dell'apparenza in Do Androids Dream of Electric Sheep? di Philip K. Dick e Blade Runner di Ridley Scott, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Alessandro Rocchetti Bellinzoni Contatta »

Composta da 227 pagine.

 

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