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La disciplina del trasporto multimodale

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15 che nazionale: i porti principali 27 , le strutture di comunicazione, i fulcri del trasporto hanno quindi subìto nei decenni scorsi modificazioni più o meno incisive volte a favorire lo sviluppo dei traffici multimodali. Anche di fronte ai recentissimi mutamenti riguardanti i trasportatori di containers, i quali - adeguandosi alle esigenze dei caricatori - offrono servizi sempre più complessi e personalizzati del semplice trasferimento delle merci, la risposta delle infrastrutture portuali italiane sembra adeguata 28 . Occorre tuttavia precisare, come del resto è stato fatto da dottrina recente 29 , che sebbene numerosi ed interessanti 27 Si veda in proposito STOCCHETTI, Il ruolo del porto di Venezia nei trasporti combinati, in Trasporti, 19, 1979, 71 ss.,in cui l’Autore mette in luce estesamente le ingenti opere necessarie ad adeguare i porti veneziani alle nuove tecniche di trasporto,costruendo un terminal marittimo che disponesse di aree per il parcheggio dei containers, magazzini per il consolidamento delle merci, attrezzature e banchine di sbarco e imbarco, mezzi di sollevamento e movimentazione dei containers, officine ed uffici, oltre a personale addestrato alla conduzione di tali nuovi e sofisticati mezzi. E’ quindi riconosciuta, alla luce dello sviluppo dei trasporti combinati, la particolare importanza dell’area portuale quale luogo di incontro tra il vettore marittimo e quello terrestre: si manifesta la necessità di costruire un terminal ferroviario e di potenziare e creare strutture di collegamento stradale e ferroviario oltre che aereo, collocandole in maniera razionale nel territorio quali centri di osmosi e di scambio all’insegna della velocità e della rapidità. 28 Interessante in proposito l’articolo di MIDORO, Attenzione al mutamento, in Trasporti, 85, 2001, 145 ss., che asserisce l’adeguatezza del porto di Genova di fronte alla “trasformazione dei trasportatori oceanici in operatori logistico-trasportistici globali”, trasformazione resa necessaria dei bassi margini di profitto del semplice trasporto marittimo a fronte dei rischi del trasporto stesso. 29 Si veda recentemente PINOTTI, Trasporto intermodale: dopo 17 anni, ancora lontani dagli obiettivi del piano generale dei trasporti del 1986, in Riv. giur. circ. trasp., 2003, 341 ss., ove sono riportati i contenuti della delibera n. 27/2003/G del 4 luglio 2003, con la quale la Corte dei Conti ha licenziato la Relazione sul risultato dell’indagine concernente “Interventi per il trasporto intermodale”.

Anteprima della Tesi di Daniele Ragazzoni

Anteprima della tesi: La disciplina del trasporto multimodale, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Daniele Ragazzoni Contatta »

Composta da 225 pagine.

 

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