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Conferenza di servizi

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9 In questa direzione, gli Autori, che se ne interessano, qualificano le decisioni assunte in conferenza come collegiali e la conferenza stessa come modulo di collaborazione non organica, per evidenziare che essa non dà vita ad un ente di tipo consortile dotato di una propria personalità giuridica e di propri organi 10 . Di certo, sin dal suo ingresso sullo scenario amministrativo, la conferenza di servizi mostra la sua idoneità a fronteggiare le esigenze di semplificazione ed efficienza dell’attività amministrativa, avvertite da sempre come impellenti da parte della Pubblica Amministrazione italiana. A queste esigenze, appunto, si collega il fenomeno della formalizzazione dell’istituto, ossia il bisogno di accelerare l’espressione dei consensi delle amministrazioni coinvolte in procedimenti complessi, che a causa di ritardi imputabili ai vari 10 La dottrina recente, tra cui A. CIMELLARO, A. FERUTTI, La conferenza di servizi,p.18; P.BERTINI,La conferenza di servizi,2001,p.34; P. FORTE, La conferenza di servizi,2000, p.10, sul punto ritengono che nonostante si tratti di posizioni dottrinarie non condivisibili, comunque tale ricostruzione della natura di questa nuova entità organizzativa, , sorta dalla prassi amministrativa, valorizza l’istanza partecipativa e le esigenze di celerità ed efficienza dell’agire amministrativo. Altri Autori meno recenti, come A. STOPPANI, Forme di collaborazione,1955, p.330, si sono chiesti, con riferimento alla ricostruzione dottrinaria in discorso (conferenza di servizi come organo collegiale), se fosse possibile attribuire efficacia vincolante alle decisioni adottate in sede di conferenza informale ed in particolare, a tal proposito, hanno posto il problema della decisione adottata collegialmente in sede di conferenza, con l’adesione di un Sindaco autorizzato a partecipare alla stessa, con delibera consiliare e relativa delega all’esercizio dei poteri, che pertanto, secondo gli stessi Autori, non poteva essere successivamente respinta dal Consiglio stesso, in virtù della delibera autorizzativa approvata, mentre la questione diviene più delicata, in mancanza di delega all’esercizio dei poteri di Sindaco nella stessa sede conferenziale, in cui col suo assenso (del Sindaco s’intende) si pervenisse alla soluzione di una certa questione ed il Consiglio rifiutasse di conformarvisi.

Anteprima della Tesi di Ferdinando Romano

Anteprima della tesi: Conferenza di servizi, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Ferdinando Romano Contatta »

Composta da 142 pagine.

 

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