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Immigrazione femminile e maternità: strategie di progetto

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2 INTRODUZIONE Nell’immaginario collettivo, la persona immigrata che arriva nella nostra società assume valenze a lei attribuite dalle percezioni generalizzate e derivanti da presupposti stereotipati: l’emarginato, il povero, l’ambulante, la donna analfabeta che lavora in famiglia, che fa la colf o che è costretta a lavori umili o alla prostituzione. Tali stereotipi trovano sicuramente conferma in una realtà marginale, provocata da numerosi fattori tra cui la presenza di organizzazioni che facilitano viaggi nella clandestinità e che creano condizioni di esclusione sociale per chi ha pochi strumenti per garantirsi un inserimento più adeguato e dignitoso o per chi è arrivato da solo, senza parenti di riferimento. Ma non è l’unica realtà; le persone di cittadinanza straniera che giungono dall’Africa, dall’America latina, dall’Est Europa o dal Sud – Est Asiatico sono frequentemente giovani e adulti che nel proprio paese vivono in condizioni sociali e culturali adeguate; sono operai qualificati, professionisti lavoratori del commercio, giovani diplomati, ed in particolare, riferendosi alle donne, sono insegnati, impiegate, neolaureate. Esprimono una buona capacità di adattamento iniziale ed una certa intraprendenza nell’incontro con il nuovo. Le ragioni che accompagnano il loro viaggio possono essere sia quelle ufficiali (la disoccupazione e la povertà nel proprio paese) che quelle reali, più latenti, ma che si manifestano con il tempo (la ricerca di prospettive sociali migliori sia per sé che per la propria famiglia, la ricerca di maggiore libertà ed in particolare per le donne di autoaffermazione e di pari dignità). Anche rispetto all’immigrazione femminile gli studi odierni e le ricerche socio demografiche mettono in risalto il suo carattere dinamico e “multidimensionale”.

Anteprima della Tesi di Marta Elisabetta Malinverno

Anteprima della tesi: Immigrazione femminile e maternità: strategie di progetto, Pagina 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Marta Elisabetta Malinverno Contatta »

Composta da 177 pagine.

 

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