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Eyes Wide Shut: fotografare la fotografia della realtà

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5 tanto aveva imparato e che tanto lo aveva condizionato. Alla luce di tutto ciò, non si tratta certamente di un semplice dettaglio il fatto che Spielberg abbia poi diretto Artificial Intelligence, progetto al quale Kubrick non ebbe modo di giungere a compimento e realizzare. A.I è infatti la fiaba – Spielberg è il regista del fiabesco, ottocentesco in questo senso – parallela al mito di Eyes Wide Shut – Kubrick è in contrapposizione un regista settecentesco, il regista del mito. Moltissimi tra artisti e collaboratori hanno tributato alla memoria di Stanley Kubrick: ma la testimonianza di Spielberg, al di la’ della sfera privata, rende meglio di altre dei concetti che ben si prestano a questo specifico contesto. A mio giudizio, essa raccoglie un po’ quell’atteggiamento di riverenza da parte di tutti quei registi che a Kubrick guardarono sempre come ad un maestro e ad una fonte d’ispirazione e spiega pertanto quanto profondamente abbia inciso nel mondo del cinema, ed ancora quanto avesse compreso ed interpretato secondo la sua personalissima prospettiva, lo spirito del suo tempo. Kubrick ha infatti radicalmente trasformato l’orizzonte cinematografico, soprattutto modificando l’idea stessa di

Anteprima della Tesi di Aida Antonelli

Anteprima della tesi: Eyes Wide Shut: fotografare la fotografia della realtà, Pagina 3

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Umanistiche

Autore: Aida Antonelli Contatta »

Composta da 72 pagine.

 

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