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Eyes Wide Shut: fotografare la fotografia della realtà

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9 Kubrick subiva una fascinazione enorme dal mondo delle macchine, e per questo motivo si dedicò molto ai problemi causati dall’interazione di arte e tecnica. Insomma, ebbe l’ardore dei pionieri nella sperimentazione ma la lungimiranza di intuire l’importanza dello sviluppo di artifici e trucchi cinematografici, che potevano essere piegati alla sua esigenza di ricercare e ricreare in prima istanza un alone di autenticità e realismo nelle sue immagini, ovvero ciò che più gli premeva da un punto di vista chiaramente visivo. La particolarità e l’importanza di questo cineasta risiede nel peso indiscutibile che egli ebbe in ambito culturale e più strettamente nel campo delle arti visive: la sua fu una presenza tangibile, forte, destinata a lasciare il segno. Kubrick e la sua estetica cinematografica pertanto, procedevano di pari passo con l’evoluzione e i mutamenti della storia dell’arte, alle cui parabole e fasi egli era intimamente legato. Una peculiarità questa, che può riguardare soltanto i più grandi.

Anteprima della Tesi di Aida Antonelli

Anteprima della tesi: Eyes Wide Shut: fotografare la fotografia della realtà, Pagina 7

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Umanistiche

Autore: Aida Antonelli Contatta »

Composta da 72 pagine.

 

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