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I neoconservatori americani: analisi del movimento culturale e delle prospettive politiche

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1 Introduzione Pochi movimenti politici, intellettuali o culturali hanno suscitato a partire dai primi mesi del 2003, in contemporanea con la riapertura del fronte di guerra iracheno, fino ad oggi, un interesse simile a quello che è stato riversato sui neoconservatori americani. Una mole impressoniante di materiale mediatico si è improvvisamente abbattuta sull’opinione pubblica occidentale (europea in particolare) tramite la carta stampata, la rete internet e le televisioni, a proposito di questo “misterioso” gruppo di pressione, descritto, spesso non senza beneficio d’inventario, come una potentissima cabala di estrema destra a cui il presidente americano Bush può solo dire di sì. In realtà i neoconservatori nascono da una costola della sinistra americana, e nello specifico dall’ala trozkista del Socialist Workers Party, il partito dei socialisti americani, animato negli anni Trenta e Quaranta da James Burnham e Max Schachtman. Il padrino riconosciuto del movimento, Irving Kristol è forse la figura che meglio incarna il percorso-tipo del neoconservatore. Trozkista fino a circa la metà degli anni Quaranta, successivamente, pur restando inizialmente nell’ambito della sinistra americana, a sostegno del Partito Democratico e del modello liberaldemocratico americano, si attesta, insieme con i suoi collaboratori più stretti, come Norman Podhoretz, su posizioni dissonanti rispetto a quelle maggiormente diffuse tra gli intellettuali “liberal” (intendendo con questo termine la parola che negli Stati Uniti generalmente serve ad indicare personalità o posizioni considerate di sinistra) più in voga, suscitando in diverse occasioni l’ira e l’astio degli esponenti della Beat Generation e del movimento antirazzista per i diritti civili e facendo guadagnare al movimento neoconservatore (termine coniato nel 1973 da una rivista di sinistra proprio per rimarcare l’avvenuto passaggio tra le file dei conservatori di intellettuali come Kristol e Podhoretz) l’etichetta di “contro-intellettuali”. Negli anni Settanta si consuma lo strappo definitivo con il Partito Democratico: lo staff del senatore democratico anticomunista Henry “Scoop” Jackson, vera e propria fucina di giovani neoconservatori di seconda generazione (come William Kristol, figlio di Irving) abbandona Jimmy Carter nel 1976, all’indomani della sua elezione e si allea con

Anteprima della Tesi di Cleto Romantini

Anteprima della tesi: I neoconservatori americani: analisi del movimento culturale e delle prospettive politiche, Pagina 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Cleto Romantini Contatta »

Composta da 173 pagine.

 

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