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I neoconservatori americani: analisi del movimento culturale e delle prospettive politiche

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2 la destra repubblicana e con Ronald Reagan, su posizioni duramente antisovietiche e anti-contenimento. E’ un’alleanza che frutta ai neoconservatori la prima vera esperienza nell’amministrazione americana: per due mandati, dal 1981 al 1988 essi hanno la possibilità di contribuire a delineare le linee guida della politica estera e difensiva degli Stati Uniti d’America, sostenendo da una parte l’intensificazione militare dei conflitti locali con le forze sovietiche, tramite un massiccio piano di riarmo, e dall’altra la necessità della promozione del modello americano di sviluppo (attraverso la politica definita TINA – There Is No Alternative: nessuna alternativa al modello di sviluppo democratico e capitalistico) nelle aree interessate da questi conflitti. L’arrivo alla Casa Bianca di George Bush senior frena significativamente l’influenza dei neoconservatori, che sembrano uscire definitivamente di scena con il crollo dell’Unione Sovietica, acerrimo nemico cinquantennale. Una tendenza confermata significativamente dall’elezione alla Presidenza della Repubblica del democratico Bill Clinton: per otto anni ai neoconservatori è negato l’accesso a posizioni di potere politico, ma continuano a far sentire la propria voce dalle loro tribune abituali, i giornali, i think tank e i talk show televisivi, e hanno trovato il modo di rifocalizzare il senso della loro battaglia. Crollato il molosso sovietico, i neoconservatori hanno suggerito all’America di continuare a tenere alta la guardia, affinché non fosse data la possibilità ad altre realtà emergenti di prendere il posto dei sovietici, e di guidare il “momento unipolare” per assicurare a sé e al mondo un nuovo secolo all’insegna della pax americana. Con l’ascesa di Bush junior alla Casa Bianca i neoconservatori sono inzialmente scettici verso la politica del presidente, considerata di basso profilo sulle tematiche della politica estera e della difesa, le più care ai neocon. Ma la tragedia dell’11 settembre 2001 ha drasticamente cambiato le carte sul tavolo. Il presidente Bush ha dovuto approntare una rapida risposta sia sul piano interno, per non scoraggiare ulteriormente l’opinione pubblica, già sconvolta dalla relativa facilità con cui gli attentati alle Torri Gemelle e al Pentagono si sono materializzati che sul piano internazionale, per dimostrare la capacità di reazione dell’America e per mandare un messaggio chiaro al mondo: chi colpisce l’America non avrà scampo e sarà punito.

Anteprima della Tesi di Cleto Romantini

Anteprima della tesi: I neoconservatori americani: analisi del movimento culturale e delle prospettive politiche, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Cleto Romantini Contatta »

Composta da 173 pagine.

 

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