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Paradisi fiscali e centri finanziari offshore: uso e abuso nei casi Parmalat ed Enron

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2 Il nodo della questione della finanza offshore riguarda proprio il processo che ha portato al progressivo indebolimento dei sistemi normativi e fiscali dello Stato nazione e all’affermazione dell’economia globale. I paradisi fiscali ed i loro sostenitori ritengono che la competizione fiscale garantisca un contrappeso indispensabile ai regimi con un livello impositivo ed una spesa pubblica molto elevati e rivendicano i diritti degli individui e delle imprese di massimizzare la propria efficienza fiscale attraverso l’uso di veicoli offshore. Da questo punto di vista, la competizione tra giurisdizioni costituisce un’estensione del principio della libera concorrenza che rappresenta il fulcro del processo democratico. Le nazioni competono tra loro per attirare “clienti” in base alle imposte ed ai servizi che sono in grado di offrire. Questo modello della competizione fiscale in libero mercato, però, presuppone che tutti i soggetti d’imposta e tutte le attività, siano perfettamente mobili e quindi in grado di spostarsi tra differenti giurisdizioni secondo la propria preferenza. Ma è ormai chiaro a tutti che la perfetta mobilità è una semplice assunzione e non una realtà, e quindi l’OCSE, il Fondo Monetario Internazionale ed altre istituzioni internazionali hanno preso coscienza del fatto che la competizione fiscale tra Stati su queste basi potrebbe essere economicamente dannosa, per una serie di ragioni. Ad esempio, la competizione fiscale sposta l’onere tributario tra diversi tipi di attività economica, incoraggiando l’attività speculativa di breve termine a scapito degli investimenti fissi di lungo periodo; inoltre, il ricorso sempre più frequente, da parte di individui ed imprese a veicoli offshore finisce per incrinare l’integrità e l’equità dei sistemi fiscali; l’impiego di strumenti di evasione fiscale sempre più complessi ha accresciuto le difficoltà delle amministrazioni nella raccolta fiscale; ma soprattutto, fenomeni di evasione ed elusione fiscale sempre più diffusi hanno aumentato le disparità di reddito, tra e all’interno degli Stati, determinando una sorta di fuga delle élites più ricche dai propri obblighi sociali ed economici. Inoltre, un’intensa competizione tra paradisi fiscali, la maggior parte dei quali sono piccoli territori con strutture di governo puramente formali, consente alle imprese di esercitare la propria considerevole influenza politica per sponsorizzare strutture fiscali o normative particolarmente vantaggiose per i propri interessi.

Anteprima della Tesi di Lucia Serafini

Anteprima della tesi: Paradisi fiscali e centri finanziari offshore: uso e abuso nei casi Parmalat ed Enron, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Lucia Serafini Contatta »

Composta da 209 pagine.

 

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