Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Malattia di von Willebrand: Espressione in vitro di varianti molecolari di tipo 2B e valutazione della interazione con la glicoproteina Ib, recettore piastrinico specifico del fattore di von Willebrand

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

6 R I A S S U N T O I N T R O D U Z I O N E S C O P O M A T E R I A L I E M E T O D I R I S U L T A T I D I S C U S S I O N E B I B L I O G R A F I A danno. In particolare, interagendo con il collagene, costituisce un ponte fra il recettore piastrinico GPIb-IX-V ed il sottoendotelio. Il contributo del VWF è determinante, soprattutto in condizioni di alte forze di scorrimento del flusso ematico, quali quelle che si riscontrano nelle piccole arterie. Queste alte forze di scorrimento convertono il VWF da una struttura globulare, caratteristica della forma plasmatica, ad una struttura a catena estesa. Questa transizione strutturale espone un maggior numero di domini funzionali del VWF per l’interazione con il recettore piastrinico GPIb-IX- V, anche se la costante di dissociazione tra le due molecole è alta, e dunque il legame è reversibi- le 3 . Questo legame è comunque sufficiente a innescare la trasduzione del segnale intrapiastrinico, anche perché è sinergico con altre inte- razioni, come quella diretta tra collagene e piastrina. Quindi, l’iniziale attivazione delle piastrine è indotta dal legame, di- retto e mediato dal VWF, del collagene ai suoi recettori piastrinici specifici. Questi recettori sono accoppiati a una proteina G trimerica che attiva la fosfolipasi C (PLC), che, a sua volta, idrolizza il fosfa- tidilinositolo-4,5-bisfosfato (PIP 2 ), por- tando alla formazione dell’inositolo trifosfato (IP 3 ) e del diacilglicerolo (DAG). L’IP 3 induce il rilascio di ioni calcio (Ca 2+ ) dagli stores intracellulari, mentre il DAG attiva la protein kinasi C (PKC). Il rila- scio di Ca 2+ dagli stores intracellulari attiva la myosin light chain kinase (MLCK) che, a questo pun- to, può fosforilare le catene leggere della miosina, facendole interagire con l’actina. Questa intera- zione provoca la modificazione di forma delle piastrine, un consolidamento del tappo grazie alla contrazione piastrinica e la liberazione delle sostanze contenute nei granuli. Parallelamente, la PKC, oltre ad essere la probabile responsabile dell’assemblaggio e dell’esposizione del complesso glico- proteico GPIIb/GPIIIa sulla superficie cellulare (fondamentale per la successiva aggregazione pia- strinica), fosforila, attivando, una specifica proteina di 47 KDa, la plekstrina, che induce il rilascio delle molecole contenute nei granuli piastrinici, tra cui l’ADP, la serotonina e alcuni fattori di cresci- ta che stimolano i fibroblasti e le cellule endoteliali, favorendo così la riparazione del danno. In par- ticolare, l’ADP rilasciato dai granuli densi attiva altre piastrine, accrescendo il numero degli elemen- ti coinvolti nell’aggregazione (meccanismo di auto-amplificazione della risposta piastrinica), me- diante l’interazione con propri recettori (stimolazione autocrina e paracrina) e l’innesco contempo- raneo di due vie di trasduzione: una accoppiata all’attivazione del ciclo del fosfatidilinositolo (come quella attivata dai recettori del collagene) ed una seconda che consiste nell’attivazione della fosfo- lipasi A 2 (PLA 2 ). L’attivazione della PLA 2 , enzima chiave per il proseguimento della risposta piastri- nica, avviene, oltre che per accoppiamento al recettore dell’ADP, anche grazie all’aumento del Ca 2+ intracitoplasmatico indotto dall’IP 3 . A questo punto ci sono due alternative: se lo stimolo che ha condotto al rilascio di ADP è quantitativamente insufficiente o limitato nel tempo, l’inizio Figura 2.1 – Schema semplificato delle vie di trasduzione intracellulari attivate in seguito all’adesione piastrinica. GPIa GPIIa PLC IP 3 Ca 2+ DAG PKC GPIIb/GPIIIa GPIb-IX-V PrG ADP-R1 MLCK Plekstrina TXAR ADP-R2 PLA 2 TXA 2 11 3 2 GPIIb GPIIIa Secrezione di Contrazione acto-miosinica ADP GF Serotonina TXA 2 ADP ADPVWF Collagene TXA 2 Fibrinogeno VWF AGGREGAZIONE

Anteprima della Tesi di Matteo Beretta

Anteprima della tesi: Malattia di von Willebrand: Espressione in vitro di varianti molecolari di tipo 2B e valutazione della interazione con la glicoproteina Ib, recettore piastrinico specifico del fattore di von Willebrand, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Matteo Beretta Contatta »

Composta da 93 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 9974 click dal 02/09/2004.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.