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''Cura Te Stesso'': L'imperativo socratico (d')après Foucault

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5 dedicato alla concezione antica di bios philosophikos. Secondo Foucault nell’antichità la filosofia era soprattutto un’estetica esistenziale («esthétique de l’existence», «art de se conduire»), una maniera di vivere orientata dal principio in base al quale «bisogna prendersi cura di se stessi»; accanto e prima del discorso teorico, veniva tutta una serie di techniques de soi, la cui pratica quotidiana avrebbe consentito di interiorizzare i principi veri della dottrina per dare al proprio bios la forma desiderata. Nel primo capitolo cercheremo di ripercorrere l’itinerario intellettuale che ha portato Foucault alla scoperta di queste pratiche filosofiche; daremo ragione della sua progressiva insoddisfazione verso i risultati ottenuti dalle analisi sui poteri e cercheremo di acquisire familiarità con il particolare uso foucaultiano di concetti filosofici tradizionali, quali soggettività e verità. Vedremo infatti che è nell’ambito di un’indagine genealogica sulle relazioni fra soggetto e verità che il nostro autore ha maturato un interesse nuovo per i filosofi greci e romani. Nel secondo capitolo preciseremo i termini di questo progetto genealogico e mostreremo come esso abbia potuto trovare realizzazione, durante le lezioni del Corso 1981- 1982, sotto forma di storia della nozione di epimeleia heautou. La riscoperta della filosofia antica come luogo privilegiato degli esercizi spirituali ha indotto Foucault ad avanzare l’ipotesi che ‘originariamente’ la question du sujet non fosse posta nei termini del precetto delfico «Conosci te stesso», ma in quelli dell’imperativo pratico «Cura te stesso». L’herméneutique du sujet si sviluppa come una verifica di questa ipotesi; Michel Foucault vi studia gli esercizi spirituali proposti dalle diverse scuole filosofiche dell’antichità, presentandoli come pratiche ascetiche attraverso le quali l’individuo poteva entrare in una certa relazione con se stesso e con la verità, al fine di costituirsi come soggetto morale. Da tale interpretazione deriva una sostanziale riduzione del fenomeno ‘filosofia’ nel mondo antico ad un’etica della cura di sé, concetto che ha suscitato le critiche di Pierre Hadot; sarà proprio il confronto con il lavoro dello storico francese a consentirci di sottolineare l’originalità e i limiti della proposta foucaultiana. Nella seconda parte del capitolo, continuando il parallelo con Hadot, affronteremo l’ultimo aspetto di questa riflessione metafilosofica: il tramonto dell’ideale antico di filosofia. Anche in questo caso l’operazione condotta da Foucault risulta più radicale di quella di Pierre Hadot: se le ragioni apportate da Hadot sono di ordine storico, quelle proposte dal filosofo riguardano il problema della verità e la storia dei rapporti fra soggetto e verità. È a questo livello che si colloca il cosiddetto «moment cartésien», mediante il quale il nostro autore ha cercato di spiegare non solo il processo di «teorizzazione» della filosofia, ma anche l’oblio e l’esclusione della cura di sé dal campo del pensiero filosofico moderno.
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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Piatesi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Walter Cavini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 150

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Parole chiave

alcibiade
conoscenza di sé
cura di sé
esercizi spirituali
foucault
hadot
parresia filosofica
socrate
soggetto etico
vita filosofica

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