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Madama Anastasia. La censura e il cinema

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5 distinzione che il cinema, macchina illusoria per eccellenza, ha reso evanescente. Infatti ancora oggi in alcune tribù indigene gli uomini non si lasciano fotografare per la paura di perdere l’anima. Nello stesso modo il primo spettatore del cinema avrà avuto la paura di essere investito da un treno in corsa. Complice sicuramente il buio, la veridicità delle immagini, la predisposizione che ognuno di noi ha ad abbandonarsi alla finzione ed alla fantasia, l’insoddisfazione della propria vita e il fascino trasgressivo delle storie “esotiche”. Nell’oscurità della sala cinematografica, con i sensi rilassati, pronti a percepire ogni sensazione senza filtri emotivi e senza rigidi schemi sociali, ci illudiamo di partecipare ad una realtà lontana dalla nostra, crediamo di essere i protagonisti involontari di una storia, quella rappresentata sullo schermo, che ci affascina più della nostra, che ci coinvolge, che ci allontana dalla nostra vita mediocre e anonima. « Appena si abbassano le luci il grande rettangolo dello schermo diventa l’universo totale, ciò che traspare qui in un alternarsi di luce e oscurità viene accettato come vita » 3 . È la nostra stessa natura di essere umano, che ci condiziona, l’illusorietà dei sensi e la limitatezza della nostra corporeità ci porta ad un completo coinvolgimento di fronte ad una immagine in movimento che ha sicuramente più impatto visivo ed emotivo di una immagine fissa. In fondo ciò che vediamo scorrere sullo schermo enorme che ci sovrasta altro non sono che fotogrammi fissi proiettati alla velocità necessaria ed indispensabile affinché si trasformino sulla tela bianca in immagini in movimento e nella nostra mente in immagini vere, quasi 3 ibidem, p. 8

Anteprima della Tesi di Luca Lupo

Anteprima della tesi: Madama Anastasia. La censura e il cinema, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Luca Lupo Contatta »

Composta da 98 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.