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La Pi.Ru.Bi. tra sostenibilità ambientale ed azione demarginalizzante. Un approccio geo-economico.

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16 diventando internalità da gestire al pari delle variabili economiche e territoriali. L’azione dello stato, così come quella della regione, da qui in poi sarà valutata non solo in base agli obiettivi di reddito e di mercato del lavoro, ma anche in base all’indicatore di sviluppo umano (introdotto dall’UNDP). Nel contempo, negli ambiti scientifici prendono l’avvio le teorizzazioni sullo sviluppo sostenibile. I momenti significativi nell’elaborazione del concetto sono due. La prima fase si colloca negli anni fra il 1984 ed il 1987, quando la World Commission on Environment and Development delle Nazioni Unite elabora una rassegna sui problemi maggiori dell’epoca, formulando un complesso di raccomandazioni per orientare le politiche degli stati e delle organizzazioni non governative. I risultati sono esposti nel rapporto Our Common Future . La seconda fase prende l’avvio nel 1989, anno in cui si decide di convocare una conferenza internazionale per varare la politica sullo sviluppo sostenibile. La conclusione dei lavori culmina nel 1992 con la United Nations Conference on Environment and Development (UNCED) a Rio de Janeiro e con l’approvazione di una dichiarazione di principi, due convenzioni (cambiamento climatico, biodiversità) e l’Agenda 21. In sostanza “Gli esseri umani sono al centro delle preoccupazioni relative allo sviluppo sostenibile. Essi hanno diritto a una vita sana e produttiva in armonia con la natura”. “Al fine di pervenire a uno sviluppo sostenibile, la tutela dell’ambiente costituirà parte integrante di un processo di sviluppo e non potrà essere considerata separatamente da questo”. “Tutti gli stati e tutti i popoli coopereranno al compito essenziale di eliminare la povertà, come requisito indispensabile per lo sviluppo sostenibile, al fine di ridurre la disparità tra i tenori di vita e soddisfare meglio i bisogni della maggioranza della popolazione del mondo” . Tre componenti, quindi, concorrono ora a determinare lo sviluppo: l’integrità dell’ecosistema, l’efficienza economica, l’equità sociale. Unite risulta particolarmente significativo, anche in riferimento alla redazione annuale di un Rapporto sullo Sviluppo Umano (Human Development Report). Il rapporto ha il merito di avere diffuso il concetto di sviluppo sostenibile, concentrando l’attenzione sul rapporto di complementarità tra crescita ed ambiente. Va notificato, tuttavia, che il concetto fu utilizzato per la prima volta già alla metà degli anni ’70, per puntualizzare il fatto che la protezione ambientale e lo sviluppo sono due fattori connessi. Si veda, a riguardo, EKINS P., 2000, Economic Growth and Environmental Sustainability. The Prospects for Green Growth, Routledge, London (UK), pp. 45 – 50. Conferenza delle Nazioni Unite sull’Ambiente e lo Sviluppo, Dichiarazione di Rio sull’Ambiente e lo Sviluppo, Principi 1, 4, 5, visibile su INTERNET alla pagina http://www.comune.roma.it/uspel/lepagineag21/fileacrobat/Rio/ visto il 15.01.2001.
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Informazioni tesi

  Autore: Floriana Marin
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Trento
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Politica
  Relatore: Luciano Buzzetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 297

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