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Teoria dei sistemi e pedagogia della complessità: fondamenti, orientamenti, problemi

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15 per trattare con entità costituite da «complessi organizzati e costituiti da totalità», nell’interazione tra conoscente e conosciuto), e in fine il rapporto tra l’uomo e il mondo, ossia l’insieme dei valori e l’immagine d’uomo che emerge dal considerare la realtà come una totalità organizzata. Come prospettiva unificante, questa non risulta generalmente condivisa, ma, come punto di vista fra gli altri, può aiutare a rendere conto dell’ampiezza degli interessi e dei diversi accostamenti al discorso sui sistemi. Quale modello teorico, oltre alle difficoltà descritte in precedenza incontra anche un’ambiguità propriamente terminologica. Queste ragioni, ed altre, hanno dato origine ad orientamenti non direttamente né integralmente riconducibili al modello teorico generale, ma più diffusamente interessati alle manifesta- zioni di un pensiero sistemico. Ne è un esempio la sistemica: L’utilizzo del termine “Teoria” (generato da traduzioni più attente alla sintassi che alla se- mantica) può far pensare che la Teoria dei sistemi sia una particolare teoria scientifica, nel senso tradizionale. […] Qui invece si utilizzerà il termine “Sistemica”, come distinto da quello di “Teoria dei sistemi”, per sottolineare il fatto che si vuol fare riferimento al contenuto culturale di questo modo di pensare, valido per qualsiasi disciplina ed interesse. In altri termini, vogliamo concentrare la nostra attenzione più sugli schemi concettuali e sull’atteggiamento verso i problemi che non sulle applicazioni particolari che ne derivano, tra cui compaiono certamente anche quelle di carattere scientifico. Useremo quindi il termine SISTEMICA lasciando che poi eventuali frutti dell’ap- plicazione di questo modo di pensare in particolari campi vengano denominati nel modo più ap- propriato. 30 Dopo queste brevi premesse credo sia possibile considerare l’esistenza di un movimento culturale di interesse e diffusione sufficientemente ampi, le cui applicazioni sembrano condividere l’idea di una prospettiva sistemica quale modo sufficientemente diverso di considerare i fenomeni, per quanto esso si riveli sostanzialmente inomogeneo e differenziato nei contributi specifici. Tale condizione non differisce da quella della siste- mica, «identificabile come un MOVIMENTO, che tuttavia si è aggregato di volta in volta intorno a iniziative specifiche, non sempre dichiaratamente a sostegno di una evoluzione culturale complessiva» 31 . 30 G. Minati, Introduzione alla sistemica, Kappa, Roma, 1996, p. 12. 31 Ivi, p. 81.

Anteprima della Tesi di Silvia Ciampanelli

Anteprima della tesi: Teoria dei sistemi e pedagogia della complessità: fondamenti, orientamenti, problemi, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Silvia Ciampanelli Contatta »

Composta da 171 pagine.

 

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